Banano

Musa spp.

Anche detto: Banano comune, Musa, Banana

Non è un albero ma un'erba gigante: il fusto è un fascio di guaine fogliari. In Italia frutta solo dove l'inverno è mite, ma come pianta ornamentale da orto esotico funziona ovunque con il giusto riparo invernale.

Pianta di banano con grandi foglie verdi e un casco di banane in un giardino mediterraneo
Famiglia botanica
Altre famiglie
Tipo
Frutto / arborea
Difficoltà
difficile
Ore di sole al giorno
8 h
Fabbisogno idrico
alto
Distanza fra le piante
300 cm
Profondità di semina
5 cm
Germinazione
20-40 giorni
Semina-raccolta
365-540 giorni
Temperatura minima tollerata
5 °C
Temperatura ottimale
22-32 °C
Terreno
ricco di sostanza organica, drenante

Semina

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feb
mar
apr
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ott
nov
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Raccolta

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Buone consociazioni

borragine, calendula

Da evitare vicino

aglio

Avversità principali

afidi, nematodi, sigatoka

Dati dal catalogo Ortifera, gli stessi usati dall'applicazione per generare il calendario e le attività settimanali.

Identità della specie

Il banano (Musa spp.) è una pianta della famiglia delle Musaceae, originaria del Sud-Est asiatico. Nonostante l'aspetto non è un albero: il fusto è uno pseudofusto formato dalle guaine delle foglie avvolte l'una sull'altra, e la pianta vera e propria è un rizoma sotterraneo che emette continuamente nuovi getti.

Ogni pseudofusto vive per un solo ciclo: cresce, fiorisce, produce un casco di banane e muore. Il raccolto successivo viene dai polloni che nel frattempo sono cresciuti alla base. Questo ciclo continuo rende il ceppo praticamente immortale se il clima lo consente.

Cosa dice il catalogo Ortifera

Nel planner Ortifera il banano ha questi parametri:

  • Impianto: marzo-maggio
  • Raccolta: agosto-ottobre, quando il casco è formato
  • Distanza tra le piante: 300 cm
  • Sole: 8 ore al giorno
  • Acqua: esigenza alta, abbondante in estate
  • Terreno: ricco di sostanza organica, drenante
  • Temperatura minima: 5 gradi; ottimale 22-32 gradi
  • Tempo al raccolto: 12-18 mesi dall'impianto del pollone
  • Consociazioni favorevoli: borragine e calendula
  • Da evitare: aglio
  • Avversità principali: afidi, nematodi, sigatoka
  • Nota del catalogo: in climi freschi va protetto o ricoverato in inverno

Dove coltivarlo in Italia

La fruttificazione richiede 4-6 mesi consecutivi di temperature sopra i 20 gradi dopo l'emissione del fiore: una condizione che in Italia si verifica solo nelle zone costiere più miti del Sud. Nelle regioni centro-settentrionali il banano resta una pianta ornamentale di grande effetto, capace di dare a un angolo dell'orto un aspetto tropicale, ma i caschi raramente arrivano a maturazione.

In vaso (minimo 80-100 litri) la coltivazione è possibile ovunque: la pianta sta all'aperto da maggio a settembre e si ricovera in un locale luminoso sopra i 5 gradi per l'inverno.

Cure colturali

Il banano è una pianta vorace e assetata: in estate vuole irrigazioni abbondanti e concimazioni frequenti con concime ricco di potassio. La pacciamatura organica spessa, rinnovata spesso, mantiene il terreno fresco e fornisce sostanza organica continua.

La gestione dei polloni è la cura più importante: dopo il raccolto il fusto che ha fruttificato si taglia al suolo e si allevano uno o due polloni tra quelli nati alla base, eliminando gli altri. Un ceppo lasciato libero di moltiplicarsi diventa un intrico di fusti deboli e improduttivi.

Il raccolto

Il casco si raccoglie quando i frutti sono formati ma ancora verdi: le banane maturano dopo il distacco. In casa, a temperatura ambiente, il casco matura in 1-2 settimane; i frutti staccati maturano più in fretta se tenuti vicino a mele o pomodori, che emettono etilene.

Avversità e consociazioni

Afidi e nematodi sono i problemi più comuni in coltivazione amatoriale; la sigatoka, una malattia fungina che macchia le foglie, compare dove l'umidità è alta e la ventilazione scarsa. Borragine e calendula vicino al ceppo attirano insetti utili e migliorano la biodiversità dell'aiuola.

Come Ortifera segue il banano

Il planner ti ricorda l'impianto primaverile, le irrigazioni estive abbondanti e il momento della protezione invernale. Per una coltura al limite climatico come questa, le note personali sulle temperature minime del tuo inverno sono il dato più prezioso da registrare anno dopo anno.

Domande frequenti

Il banano fruttifica davvero in Italia?
Sì, ma solo dove l'inverno non scende quasi mai sotto i 5 gradi: coste della Sicilia, Calabria ionica, alcune zone del lago di Garda. Altrove la pianta sopravvive con protezioni ma raramente porta i frutti a maturazione, perché il casco impiega 4-6 mesi di caldo continuo.
È vero che il banano non è un albero?
Vero. Quello che sembra un tronco è un pseudofusto: un fascio stretto di guaine fogliari. La pianta è un'erbacea perenne gigante, e dopo la fruttificazione il fusto muore e viene sostituito dai polloni che nascono alla base.
Come si propaga il banano?
Per polloni: alla base del ceppo nascono continuamente nuovi getti. Si staccano con una porzione di rizoma in primavera e si trapiantano. Da seme è possibile solo con le specie botaniche; le varietà da frutto sono sterili.
Come si protegge in inverno?
Nelle zone a rischio gelo si tagliano le foglie, si avvolge lo pseudofusto con tessuto non tessuto e paglia e si copre il ceppo con una spessa pacciamatura. Nei climi freddi la soluzione è il vaso grande da ricoverare in serra fredda o in un locale luminoso sopra i 5 gradi.
Perché le foglie del mio banano sono tutte strappate?
È il vento: le foglie enormi si lacerano longitudinalmente con facilità. Non è un problema per la salute della pianta, ma molte lacerazioni riducono la fotosintesi. La posizione riparata dal vento è la prima scelta da fare all'impianto.

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