Banano
Musa spp.
Anche detto: Banano comune, Musa, Banana
Non è un albero ma un'erba gigante: il fusto è un fascio di guaine fogliari. In Italia frutta solo dove l'inverno è mite, ma come pianta ornamentale da orto esotico funziona ovunque con il giusto riparo invernale.

- Famiglia botanica
- Altre famiglie
- Tipo
- Frutto / arborea
- Difficoltà
- difficile
- Ore di sole al giorno
- 8 h
- Fabbisogno idrico
- alto
- Distanza fra le piante
- 300 cm
- Profondità di semina
- 5 cm
- Germinazione
- 20-40 giorni
- Semina-raccolta
- 365-540 giorni
- Temperatura minima tollerata
- 5 °C
- Temperatura ottimale
- 22-32 °C
- Terreno
- ricco di sostanza organica, drenante
Semina
Raccolta
Buone consociazioni
borragine, calendula
Da evitare vicino
aglio
Avversità principali
afidi, nematodi, sigatoka
Dati dal catalogo Ortifera, gli stessi usati dall'applicazione per generare il calendario e le attività settimanali.
Identità della specie
Il banano (Musa spp.) è una pianta della famiglia delle Musaceae, originaria del Sud-Est asiatico. Nonostante l'aspetto non è un albero: il fusto è uno pseudofusto formato dalle guaine delle foglie avvolte l'una sull'altra, e la pianta vera e propria è un rizoma sotterraneo che emette continuamente nuovi getti.
Ogni pseudofusto vive per un solo ciclo: cresce, fiorisce, produce un casco di banane e muore. Il raccolto successivo viene dai polloni che nel frattempo sono cresciuti alla base. Questo ciclo continuo rende il ceppo praticamente immortale se il clima lo consente.
Cosa dice il catalogo Ortifera
Nel planner Ortifera il banano ha questi parametri:
- Impianto: marzo-maggio
- Raccolta: agosto-ottobre, quando il casco è formato
- Distanza tra le piante: 300 cm
- Sole: 8 ore al giorno
- Acqua: esigenza alta, abbondante in estate
- Terreno: ricco di sostanza organica, drenante
- Temperatura minima: 5 gradi; ottimale 22-32 gradi
- Tempo al raccolto: 12-18 mesi dall'impianto del pollone
- Consociazioni favorevoli: borragine e calendula
- Da evitare: aglio
- Avversità principali: afidi, nematodi, sigatoka
- Nota del catalogo: in climi freschi va protetto o ricoverato in inverno
Dove coltivarlo in Italia
La fruttificazione richiede 4-6 mesi consecutivi di temperature sopra i 20 gradi dopo l'emissione del fiore: una condizione che in Italia si verifica solo nelle zone costiere più miti del Sud. Nelle regioni centro-settentrionali il banano resta una pianta ornamentale di grande effetto, capace di dare a un angolo dell'orto un aspetto tropicale, ma i caschi raramente arrivano a maturazione.
In vaso (minimo 80-100 litri) la coltivazione è possibile ovunque: la pianta sta all'aperto da maggio a settembre e si ricovera in un locale luminoso sopra i 5 gradi per l'inverno.
Cure colturali
Il banano è una pianta vorace e assetata: in estate vuole irrigazioni abbondanti e concimazioni frequenti con concime ricco di potassio. La pacciamatura organica spessa, rinnovata spesso, mantiene il terreno fresco e fornisce sostanza organica continua.
La gestione dei polloni è la cura più importante: dopo il raccolto il fusto che ha fruttificato si taglia al suolo e si allevano uno o due polloni tra quelli nati alla base, eliminando gli altri. Un ceppo lasciato libero di moltiplicarsi diventa un intrico di fusti deboli e improduttivi.
Il raccolto
Il casco si raccoglie quando i frutti sono formati ma ancora verdi: le banane maturano dopo il distacco. In casa, a temperatura ambiente, il casco matura in 1-2 settimane; i frutti staccati maturano più in fretta se tenuti vicino a mele o pomodori, che emettono etilene.
Avversità e consociazioni
Afidi e nematodi sono i problemi più comuni in coltivazione amatoriale; la sigatoka, una malattia fungina che macchia le foglie, compare dove l'umidità è alta e la ventilazione scarsa. Borragine e calendula vicino al ceppo attirano insetti utili e migliorano la biodiversità dell'aiuola.
Come Ortifera segue il banano
Il planner ti ricorda l'impianto primaverile, le irrigazioni estive abbondanti e il momento della protezione invernale. Per una coltura al limite climatico come questa, le note personali sulle temperature minime del tuo inverno sono il dato più prezioso da registrare anno dopo anno.
Domande frequenti
- Il banano fruttifica davvero in Italia?
- Sì, ma solo dove l'inverno non scende quasi mai sotto i 5 gradi: coste della Sicilia, Calabria ionica, alcune zone del lago di Garda. Altrove la pianta sopravvive con protezioni ma raramente porta i frutti a maturazione, perché il casco impiega 4-6 mesi di caldo continuo.
- È vero che il banano non è un albero?
- Vero. Quello che sembra un tronco è un pseudofusto: un fascio stretto di guaine fogliari. La pianta è un'erbacea perenne gigante, e dopo la fruttificazione il fusto muore e viene sostituito dai polloni che nascono alla base.
- Come si propaga il banano?
- Per polloni: alla base del ceppo nascono continuamente nuovi getti. Si staccano con una porzione di rizoma in primavera e si trapiantano. Da seme è possibile solo con le specie botaniche; le varietà da frutto sono sterili.
- Come si protegge in inverno?
- Nelle zone a rischio gelo si tagliano le foglie, si avvolge lo pseudofusto con tessuto non tessuto e paglia e si copre il ceppo con una spessa pacciamatura. Nei climi freddi la soluzione è il vaso grande da ricoverare in serra fredda o in un locale luminoso sopra i 5 gradi.
- Perché le foglie del mio banano sono tutte strappate?
- È il vento: le foglie enormi si lacerano longitudinalmente con facilità. Non è un problema per la salute della pianta, ma molte lacerazioni riducono la fotosintesi. La posizione riparata dal vento è la prima scelta da fare all'impianto.
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