Borragine

Borago officinalis L.

Anche detto: boraggine, borrana, burragine, vurrania

Fiori blu a stella che le api adorano e foglie pelose che in Liguria finiscono nei ravioli: si risemina da sola ogni anno.

Pianta di borragine con fiori blu a stella e foglie pelose in un orto
Famiglia botanica
Altre famiglie
Tipo
Ortaggio
Difficoltà
facile
Ore di sole al giorno
5 h
Fabbisogno idrico
medio
Distanza fra le piante
30 cm
Profondità di semina
1 cm
Germinazione
7-14 giorni
Semina-raccolta
60-90 giorni
Temperatura minima tollerata
2 °C
Temperatura ottimale
15-25 °C
Terreno
medio impasto

Semina

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Raccolta

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Buone consociazioni

fragola, zucchina

Da evitare vicino

cipolla

Avversità principali

oidio, lumache

Dati dal catalogo Ortifera, gli stessi usati dall'applicazione per generare il calendario e le attività settimanali.

Origine e diffusione

La borragine è originaria del Mediterraneo e cresce spontanea in tutta Italia nei terreni incolti e ai bordi dei campi. Il nome deriverebbe dal latino medievale borra, tessuto ruvido, per la peluria che ricopre la pianta. In Liguria è ingrediente del ripieno dei pansoti e del preboggion; in Campania si prepara in frittelle.

Botanica

Famiglia Boraginaceae. È un'annuale robusta alta 40-80 cm, con fusti carnosi e cavi, foglie ovali grandi e interamente coperte di peli rigidi. I fiori a stella a cinque petali, di un blu intenso, pendono in gruppi; al centro hanno un cono di antere scure. I semi contengono un olio ricco di acido gamma-linolenico.

Clima ed esposizione

Il catalogo indica 5 ore di sole e una minima di circa 2 °C. Tollera la mezz'ombra ed è poco esigente.

Terreno

Medio impasto, ma si adatta anche a terreni poveri. Nei terreni troppo fertili cresce enorme e si alletta.

Semina

Marzo-maggio e settembre, direttamente a dimora a 1 cm di profondità, poi diradando a 30 cm. La germinazione avviene in 7-14 giorni.

Irrigazione

Fabbisogno medio. Le foglie grandi traspirano molto e nelle giornate calde si afflosciano, riprendendosi la sera; si irriga al piede quando il terreno è asciutto.

Consociazioni

Buoni vicini secondo il catalogo: fragola e zucchina, che traggono vantaggio dagli impollinatori richiamati. Da evitare la cipolla. Essendo una pianta grande, va posizionata dove non ombreggi colture basse.

Avversità

  • Oidio: a fine stagione, soprattutto con notti umide.
  • Lumache: attaccano le piantine giovani dopo le piogge; le piante adulte, pelose, sono poco appetite.

Raccolta

Foglie giovani e fiori si raccolgono da maggio a luglio e in ottobre per le semine autunnali, circa 60-90 giorni dopo la semina. Le foglie vecchie diventano troppo pelose e fibrose. I fiori si staccano tirando delicatamente la corolla.

Conservazione

Le foglie si sbollentano e si congelano. I fiori si usano freschi, oppure si fanno cristallizzare con albume e zucchero, o si congelano nei cubetti di ghiaccio per le bevande. Essiccata perde gran parte delle caratteristiche.

Come la segue Ortifera

Il planner propone le due finestre di semina e ricorda il diradamento delle piantine nate spontaneamente.

Domande frequenti

La borragine si mangia?
Sì, foglie giovani e fiori sono tradizionali in Liguria, Campania e Sicilia: ripieni, frittelle, minestre. Contiene però piccole quantità di alcaloidi pirrolizidinici, per cui va consumata cotta e con moderazione, non tutti i giorni, ed evitata in gravidanza.
Perché la borragine fa bene all'orto?
È una delle piante più mellifere: i fiori producono nettare di continuo e attirano api e bombi, migliorando l'impollinazione di zucchine e fragole, che il catalogo indica come buoni vicini.
Quando si semina la borragine?
Marzo-maggio e settembre secondo il catalogo, a 1 cm di profondità. Una volta fiorita si risemina spontaneamente e negli anni seguenti basta diradare le piantine.
La borragine si può trapiantare?
Solo da piccola: ha una radice a fittone e le piante grandi soffrono lo spostamento. Meglio seminarla a dimora.
Perché le foglie si coprono di bianco?
È oidio, segnalato dal catalogo tra le avversità, frequente a fine estate. Si eliminano le foglie colpite e si evita di irrigare sulla chioma.

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