Ceci

Cicer arietinum L.

Anche detto: cece, cicerchia (impropr.), ciciri, cìcere

Il legume più adatto alle estati secche: non vuole concime, quasi non vuole acqua e arricchisce il terreno di azoto.

Piante di cece con baccelli rigonfi e foglioline pennate in un campo assolato
Famiglia botanica
Leguminose
Tipo
Ortaggio
Difficoltà
facile
Ore di sole al giorno
7 h
Fabbisogno idrico
basso
Distanza fra le piante
15 cm
Profondità di semina
5 cm
Germinazione
7-14 giorni
Semina-raccolta
140-180 giorni
Temperatura minima tollerata
5 °C
Temperatura ottimale
18-28 °C
Terreno
sciolto, anche povero

Semina

gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic

Raccolta

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Buone consociazioni

carota, cetriolo

Da evitare vicino

aglio, cipolla

Avversità principali

afide, tonchio

Dati dal catalogo Ortifera, gli stessi usati dall'applicazione per generare il calendario e le attività settimanali.

Origine e storia

Il cece fu domesticato circa 9.000 anni fa nella Turchia sud-orientale, dove cresce ancora il suo progenitore selvatico. In Italia era alimento base già in epoca romana: il cognome Cicerone deriva proprio da cicer. Oggi in Italia la coltivazione è concentrata in Puglia, Sicilia, Toscana, Marche e Basilicata, con varietà locali di pregio come il cece di Cicerale e il cece nero della Murgia.

Botanica

Famiglia Fabaceae. È un'annuale eretta alta 30-60 cm, interamente ricoperta di peli ghiandolari che secernono acidi organici: per questo le foglie sono leggermente appiccicose e poco appetite da molti insetti. Le foglie sono pennate con foglioline dentellate. I fiori, singoli, bianchi o violacei, si autoimpollinano. Il baccello rigonfio contiene uno o due semi.

Come tutte le leguminose, il cece ospita sulle radici batteri del genere Mesorhizobium che fissano l'azoto atmosferico.

Tipi

TipoSemiNote
Kabuligrandi, chiari, liscii ceci comuni del mercato italiano
Desipiccoli, scuri, rugosipiù rustici, tipici dell'India
Neri localimedi, scuricece nero della Murgia

Clima ed esposizione

Pianta da pieno sole: il catalogo indica 7 ore. Resiste bene alla siccità e al caldo, meno all'umidità prolungata. La temperatura minima indicata è di circa 5 °C per le semine primaverili; le varietà da semina autunnale sopportano gelate leggere.

Terreno

Sciolto, anche povero, ben drenato. È una coltura ideale per terreni dove ortaggi più esigenti rendono poco. Soffre i ristagni e i suoli argillosi compatti.

Semina

Marzo e aprile, direttamente a dimora. Profondità 5 cm, maggiore rispetto ad altri legumi, perché il seme germina in modo ipogeo e trova in profondità l'umidità necessaria. Distanza di 15 cm sulla fila e 40-50 cm tra le file. L'emergenza avviene in dieci-quindici giorni.

Coltivazione

  • Sarchiatura: una o due nelle prime settimane, quando le piantine sono piccole e poco competitive con le infestanti.
  • Concimazione: nessuna. L'azoto lo produce la pianta; eventualmente una modesta dose di fosforo e potassio in terreni molto poveri.
  • Irrigazione: fabbisogno basso. Solo in caso di siccità prolungata in fioritura.
  • Sostegni: non necessari.

Consociazioni e rotazione

Il catalogo indica come buoni vicini carota e cetriolo; da evitare aglio e cipolla, che inibiscono lo sviluppo delle leguminose. In rotazione il cece è un eccellente miglioratore: dopo di lui si coltivano bene le colture esigenti in azoto come cavoli e zucchine. Non va ripetuto sullo stesso terreno prima di tre-quattro anni.

Avversità

  • Afide: colonie sugli apici, raramente dannose grazie alla peluria della pianta.
  • Tonchio: attacca soprattutto il seme in magazzino.
  • Rabbia del cece (Ascochyta rabiei): macchie concentriche su foglie e baccelli in primavere piovose. Si previene con seme sano e rotazioni lunghe.

Raccolta

Da agosto a settembre, 140-180 giorni dopo la semina. Si raccoglie quando la pianta è ingiallita e i baccelli sono secchi e fanno rumore se scossi. Le piante si estraggono intere e si lasciano asciugare al sole qualche giorno, poi si battono per liberare i semi.

I ceci si possono consumare anche freschi, ancora verdi: sgusciati come i piselli, hanno sapore dolce.

Conservazione

I semi ben secchi si passano in freezer per tre-quattro giorni per eliminare eventuali uova di tonchio e poi si conservano in barattoli di vetro in luogo fresco e buio. Così durano oltre un anno e restano validi anche come seme per la stagione successiva.

Come la segue Ortifera

Il planner propone la semina nella finestra della tua zona, ricorda le sarchiature iniziali e segnala quando controllare i baccelli per la raccolta a secco.

Domande frequenti

Quando si seminano i ceci?
Il catalogo indica marzo e aprile, quando il terreno supera stabilmente i 10 °C. Al Sud e nelle isole si pratica anche la semina autunnale-invernale, che anticipa la raccolta e sfrutta le piogge, ma richiede varietà tolleranti al freddo.
Quanto tempo ci mettono i ceci a maturare?
Dai 140 ai 180 giorni dalla semina, secondo il catalogo. Con una semina a fine marzo la raccolta cade tra agosto e settembre.
Bisogna mettere a bagno i semi prima di seminare?
Non è necessario e può essere controproducente in terreni freddi, dove il seme gonfio marcisce. Se il terreno è tiepido, un ammollo di 8-12 ore accelera l'emergenza di qualche giorno.
I ceci vanno irrigati?
Poco. Il fabbisogno idrico è basso: in piena terra, con le piogge primaverili, spesso non serve irrigare. Un'irrigazione durante la fioritura in caso di siccità aumenta la resa, mentre l'acqua in eccesso favorisce malattie fungine.
Cos'è il tonchio dei ceci?
Un piccolo coleottero le cui larve scavano i semi secchi, anche durante la conservazione. Si previene raccogliendo al momento giusto e mettendo i semi in freezer per 3-4 giorni prima di riporli in barattoli chiusi.

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