Cicoria
Cichorium intybus L.
Anche detto: catalogna, puntarelle, cicorione, cicoria da taglio, radicchietto
Rustica, amara, resistente al freddo: produce foglie quando l'orto è fermo e sopporta terreni in cui la lattuga non attecchisce.

- Famiglia botanica
- Composite
- Tipo
- Ortaggio
- Difficoltà
- facile
- Ore di sole al giorno
- 5 h
- Fabbisogno idrico
- medio
- Distanza fra le piante
- 25 cm
- Profondità di semina
- 0.5 cm
- Germinazione
- 7-14 giorni
- Semina-raccolta
- 60-120 giorni
- Temperatura minima tollerata
- -3 °C
- Temperatura ottimale
- 12-22 °C
- Terreno
- medio impasto
Semina
Raccolta
Buone consociazioni
finocchio, porro
Da evitare vicino
lattuga, radicchio
Avversità principali
lumache, altica
Dati dal catalogo Ortifera, gli stessi usati dall'applicazione per generare il calendario e le attività settimanali.
Identità della specie
La cicoria è Cichorium intybus, famiglia Asteraceae. È la stessa specie del radicchio, ed è anche la stessa pianta che cresce spontanea ai bordi delle strade in tutta Italia, riconoscibile per i fiori azzurri che si aprono al mattino e si chiudono nel pomeriggio.
La pianta forma una rosetta di foglie più o meno frastagliate e una radice fittonante carnosa che funziona da organo di riserva. È quella radice a spiegare il carattere della coltura: consente di superare il gelo, di ricacciare dopo il taglio, di essere forzata al buio e, in alcune varietà, di essere raccolta e tostata come surrogato del caffè.
Il sapore amaro deriva dai lattoni sesquiterpenici, in particolare lattucina e lattucopicrina, concentrati nel lattice bianco che esce dai tagli. Non è un difetto da eliminare ma il tratto identitario della specie: l'obiettivo agronomico è modularlo, non annullarlo.
I tipi coltivati
Le cicorie da orto si dividono in quattro gruppi con esigenze diverse.
Le cicorie da taglio — cicorino, radicchietto verde, ceriolo — si seminano fitte e si raccolgono a foglie giovani con le forbici, ricacciando più volte. Sono le più rapide: 40-60 giorni dal seme.
La catalogna produce cespi ampi di foglie strette e frastagliate con costa bianca. Nella variante a puntarelle forma al centro i germogli fiorali carnosi che sono la parte più pregiata.
I cicorioni e le cicorie da cespo, come la Pan di zucchero, formano grumoli voluminosi di foglie chiare, raccolti interi in autunno inoltrato.
Le cicorie da radice — Magdeburgo su tutte — si coltivano per il fittone, che essiccato e tostato dà il surrogato del caffè, tradizione diffusa in Italia nei periodi di scarsità e oggi tornata come prodotto di nicchia.
Semina
Il catalogo Ortifera indica semina da giugno ad agosto, raccolta da ottobre a gennaio, ciclo di 60-120 giorni, distanza 25 cm, profondità 0,5 cm, germinazione in 7-14 giorni, difficoltà facile.
La finestra estiva non è casuale. Seminando prima di giugno, con giornate lunghe e caldo, buona parte delle piante va in prefioritura: emette lo scapo fiorale invece di formare la rosetta. Dal solstizio in poi il rischio cala e la pianta lavora nella direzione giusta.
Due modalità, secondo il tipo:
Per le cicorie da taglio: semina a spaglio o in righe distanti 15-20 cm, a 0,5 cm di profondità, senza diradamento. Semine scalari ogni due-tre settimane, come suggerito anche dalle raccomandazioni del catalogo ("semine scalari"), per avere sempre foglie nel punto giusto di tenerezza.
Per catalogna, cicorioni e tipi da radice: semina diretta a postarelle con diradamento a 25 cm, oppure semenzaio e trapianto a 4-5 foglie vere. La semina diretta è preferibile per i tipi da radice, che soffrono il danneggiamento del fittone.
Terreno, acqua, concimazione
Il catalogo indica terreno di medio impasto, fabbisogno idrico medio, temperature ottimali 12-22 °C, minima tollerata -3 °C, esposizione da 5 ore di sole.
La cicoria è fra le colture da foglia meno esigenti. Si adatta a terreni mediocri, tollera pH da 6 a 7,5 e non chiede grandi fertilizzazioni: si coltiva bene sui residui di fertilità della coltura precedente. Il letame fresco è da evitare, perché produce foglie tenere, acquose e molto più esposte a lumache e peronospora.
Quello che chiede è profondità: il fittone scende parecchio e in terreni compattati la pianta resta piccola e biforcuta. Una lavorazione che rompa la suola di lavorazione vale più di qualsiasi concime.
Sull'acqua la regola è la regolarità senza eccessi. La siccità esalta l'amaro e favorisce la salita a seme; l'eccesso, soprattutto in autunno, apre la porta ai marciumi del colletto. Irrigazione al piede, al mattino, e sospensione progressiva da ottobre.
Consociazioni e rotazione
Il catalogo Ortifera indica come buone consociate finocchio e porro, e come incompatibili lattuga e radicchio.
Con finocchio e porro funziona la complementarità: apparati radicali su profondità diverse, esigenze nutritive modeste in entrambi i casi, nessuna competizione per la luce dato che il porro occupa poco spazio in larghezza. Sono inoltre colture con lo stesso calendario autunno-invernale, il che semplifica la gestione dell'aiuola.
L'incompatibilità con lattuga e radicchio è di natura sanitaria: appartengono tutte alle Asteraceae e condividono i patogeni terricoli Sclerotinia e Rhizoctonia, oltre alla peronospora Bremia. Concentrarle nella stessa aiuola o farle succedere significa costruire inoculo nel suolo stagione dopo stagione.
In rotazione la cicoria sta nel gruppo delle asteracee con lattuga, radicchio, indivia, scarola e carciofo: 3 anni di intervallo. Si colloca bene dopo una leguminosa o dopo una coltura molto concimata come le cucurbitacee, di cui sfrutta i residui.
Avversità
Lumache e limacce — Il problema principale dall'autunno in poi, quando arrivano le piogge e le rosette sono a contatto col terreno. Rodono le foglie giovani e nei casi peggiori distruggono le semine da taglio appena emerse. Difesa: raccolta serale manuale dopo le piogge, esche a base di fosfato ferrico, rimozione dei rifugi diurni ai bordi dell'aiuola, fascia asciutta attorno alle file.
Altica (Phyllotreta spp.) — Piccoli coleotteri saltatori che crivellano di fori tondi le foglie giovani, soprattutto sulle semine estive in condizioni calde e asciutte. Il danno è estetico ma sulle cicorie da taglio, dove si consumano proprio le foglioline, diventa rilevante. Rimedi: mantenere il terreno umido, rete anti-insetto sulle semine di luglio e agosto, semina un po' più fitta per compensare.
Peronospora (Bremia lactucae) — Macchie clorotiche delimitate dalle nervature e muffa biancastra sulla pagina inferiore, con umidità alta. Spaziature adeguate, irrigazione al piede mai serale, eliminazione delle foglie basali.
Sclerotinia — Muffa bianca cotonosa al colletto con sclerozi neri, tipica delle parcelle dove le asteracee si succedono. Si asportano ed eliminano le piante colpite, senza compostarle, e si allunga la rotazione.
Afidi — Colonizzano il cuore delle rosette. Sapone molle potassico nei primi stadi, nessun eccesso di azoto, tutela degli ausiliari.
Raccolta e cucina
Per le cicorie da taglio si taglia con le forbici a 2-3 cm dal terreno quando le foglie sono alte 10-15 cm, lasciando intatto il colletto. La pianta ricaccia e consente due, tre o più tagli, con qualità che cala progressivamente man mano che le foglie si fanno più coriacee.
Per catalogna e cicorioni si raccoglie il cespo intero recidendolo alla base, oppure si prelevano le foglie esterne lasciando crescere il cuore. Le puntarelle si raccolgono quando i germogli centrali sono ben formati ma ancora compatti, prima che si allunghino.
L'imbianchimento — indicato anche fra le raccomandazioni del catalogo per la catalogna — consiste nel legare le foglie esterne attorno al cuore, o coprire la pianta con un vaso rovesciato, due-tre settimane prima della raccolta. Al buio le foglie interne restano chiare, tenere e nettamente meno amare.
In cucina l'amaro si gestisce con tre strumenti: la lessatura con cambio d'acqua per le foglie mature, l'abbinamento a grassi e dolci per i tipi crudi, e la cottura in padella con aglio e peperoncino che caramellizza gli zuccheri e smorza il resto. Le foglie giovani da taglio si consumano crude senza alcun accorgimento.
Le radici dei tipi da radice si lavano, si tagliano a rondelle, si essiccano e si tostano in forno fino al colore bruno scuro, poi si macinano: è il caffè di cicoria, senza caffeina.
Come Ortifera segue la cicoria
Nel piano colturale la cicoria è registrata con distanza 25 cm, semina a 0,5 cm da giugno ad agosto, ciclo 60-120 giorni, difficoltà facile, e con le indicazioni operative "semine scalari", "imbianchire la catalogna", "resiste al freddo", "foglie giovani".
È la coltura giusta per chi vuole insalata in inverno con poco lavoro: non chiede concimazioni importanti, tollera terreni mediocri, ricaccia dopo il taglio e sopporta il gelo. Per un orto familiare una semina da taglio ogni tre settimane da luglio a settembre, più una fila di catalogna per l'autunno inoltrato, coprono il fabbisogno di foglie da ottobre a gennaio.
Domande frequenti
- Che differenza c'è fra cicoria e radicchio?
- Sono la stessa specie, Cichorium intybus, differenziata in due direzioni. Il radicchio è la selezione che forma un cespo chiuso e colorato di rosso, destinata al consumo del grumolo. La cicoria comprende invece i tipi a foglia verde aperta: da taglio, catalogna, cicorione e da radice. La coltivazione è simile, cambiano la densità di semina e il modo di raccogliere.
- Cosa sono le puntarelle?
- Sono i germogli fiorali ancora immaturi della catalogna a puntarelle, un tipo specifico di cicoria. Si formano al centro del cespo in tardo autunno e si raccolgono prima che si allunghino e fioriscano. Si consumano crudi, tagliati a listarelle e messi in acqua fredda perché si arriccino, con la salsa di alici della tradizione romana.
- Come si semina la cicoria da taglio?
- A spaglio o in righe fitte, a mezzo centimetro di profondità, senza diradare. Si raccoglie con le forbici a 2-3 cm dal terreno quando le foglie sono alte 10-15 cm, e la pianta ricaccia più volte. Semine scalari ogni tre settimane da giugno a settembre garantiscono foglie fresche per tutto l'autunno e l'inverno.
- Perché la cicoria è così amara?
- Per i lattoni sesquiterpenici, composti naturali del genere Cichorium che hanno funzione difensiva contro gli erbivori. L'amaro aumenta con il caldo, con la siccità e con l'età delle foglie. Si attenua raccogliendo giovane, mantenendo l'irrigazione regolare, aspettando le prime gelate e, per i tipi adatti, imbianchendo il cespo al buio.
- La cicoria resiste all'inverno?
- Sì: tollera fino a circa -3 °C senza protezione e, grazie alla radice fittonante di riserva, ricaccia anche dopo aver perso la parte aerea per il gelo. Nelle zone fredde una copertura di tessuto non tessuto permette di continuare a raccogliere foglie tenere anche a gennaio.
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