Fagiolo
Phaseolus vulgaris L.
Anche detto: fagiolo comune, fagiolo da sgranare, fagiolo rampicante
Legume estivo della famiglia delle Fabaceae, coltivato per i semi freschi o secchi: biologia, varietà italiane e tecnica di coltivazione nell'orto domestico.

- Famiglia botanica
- Leguminose
- Tipo
- Ortaggio
- Difficoltà
- facile
- Ore di sole al giorno
- 7 h
- Fabbisogno idrico
- medio
- Distanza fra le piante
- 20 cm
- Profondità di semina
- 3 cm
- Germinazione
- 7-14 giorni
- Semina-raccolta
- 60-90 giorni
- Temperatura minima tollerata
- 10 °C
- Temperatura ottimale
- 18-28 °C
- Terreno
- medio impasto, non concimato
Semina
Raccolta
Buone consociazioni
mais, zucchina, carota
Da evitare vicino
cipolla, aglio, porro
Avversità principali
mosca del fagiolo, afidi, antracnosi
Dati dal catalogo Ortifera, gli stessi usati dall'applicazione per generare il calendario e le attività settimanali.
Identità della specie
Il fagiolo comune (Phaseolus vulgaris L.) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Fabaceae, coltivata per i semi contenuti nel baccello. È una delle leguminose più importanti a livello mondiale e la principale coltivata in Italia per il consumo fresco e secco. Il genere Phaseolus comprende decine di specie, ma solo P. vulgaris è diffuso a scala globale.
A differenza del pisello e della fava, che hanno origini mediterranee e asiatiche, il fagiolo comune arriva in Europa dopo il XVI secolo dalle Americhe. Questa storia recente spiega la diversità di nomi locali e di tipologie in Italia: ogni regione ha selezionato varietà adattate al proprio clima e alla propria cucina, dal fagiolo borlotti alla tondina, dalla corona al lamon.
Storia e diffusione
La domesticazione del fagiolo comune avvenne in due aree indipendenti: Mesoamerica e Ande. Dalle Ande si diffusero verso nord varietà a semi grossi, da cui derivano molte varietà moderne; dal Messico si diffusero verso sud e, dopo il 1492, verso l'Europa. La grande variabilità di colori, forme e dimensioni dei semi italiani è il risultato di secoli di selezione locale.
In Italia il fagiolo divenne presto un alimento base, specialmente nelle aree interne e montane dove il grano era meno accessibile. Regioni come Toscana, Umbria, Abruzzo, Campania, Veneto e Friuli hanno sviluppato varietà tradizionali tuttora coltivate, alcune con denominazioni protette. Il fagiolo secco, in particolare, è un pilastro della cucina invernale italiana, mentre il fagiolo fresco è un prodotto estivo dell'orto domestico.
Botanica e ciclo biologico
La pianta ha fusto erbaceo, a portamento cespuglioso (nane) o rampicante (rampicanti). Le foglie sono composte da tre foglioline, a volte con lieve peluria. I fiori sono papilionacei, di colore bianco, lilla o viola a seconda della varietà. L'impollinazione è prevalentemente autogama, con una percentuale di incrocio molto bassa, il che semplifica la conservazione varietale.
Il baccello è deiscente, variabile in forma, dimensione e colore: lungo e cilindrico nelle varietà da secco, più corto e curvo in alcune varietà da fresco. I semi possono essere tondi, ovali, allungati, con tegumenti che vanno dal bianco al nero, passando per crema, rosso, maculato, marmorizzato.
Il ciclo è termofilo: germinazione con terreno sopra i 10-12 °C, crescita ottimale fra 18 e 28 °C, arresto della fioritura sopra i 30-32 °C. La fase dalla semina al raccolto dei bacelli freschi dura 60-90 giorni, a seconda della precocità. Le varietà tardive da secco possono richiedere 100-120 giorni.
Varietà italiane
| Varietà | Tipo | Uso | Note |
|---|---|---|---|
| Borlotto | Maculato | Fresco e secco | Varietà rampicante molto diffusa |
| Cannellino | Bianco, allungato | Secco | Tipico della Toscana e del Lazio |
| Lamon | Variegato | Secco | IGP del Veneto, grosso e burroso |
| Tondino | Tondo, nero | Secco | Tradizione umbra e marchigiana |
| Coco bianco | Tondo, bianco | Fresco e secco | Toscana e Lazio |
| Corona | Grande, maculato | Secco | Emilia-Romagna, ottimo per zuppe |
| Pinto | Tondo, maculato | Secco | Dal Centro-Sud |
| Anellino | Tondo, nero | Secco | Puglia e Basilicata |
La distinzione fra fagiolo da fresco e fagiolo da secco non è sempre netta: alcune varietà, come il borlotto, si consumano giovani a baccello fresco e maturi a seme secco. Per l'orto domestico la scelta più comune è il borlotto o una varietà nana precoca, che danno bacelli freschi senza richiedere sostegni alti.
Semina e coltivazione
Il fagiolo si semina a dimora, perché il trapianto danneggia le radici a fittone e blocca la crescita. La semina avviene in buche o file a 3-4 cm di profondità, quando il terreno ha raggiunto almeno 10-12 °C costanti. La paura del freddo è giustificata: semi piantati in terreno freddo e umido marciscono senza germinare.
Semina scalare: per garantire raccolti continui si semina una piccola porzione di fila ogni 15-20 giorni, da aprile a giugno. L'ultima semina deve lasciare il tempo necessario per la maturazione prima delle prime gelate.
Distanze: per le nane, 10-15 cm sulla fila e 40-50 cm fra le file; per le rampicanti, 20-25 cm sulla fila e 80-100 cm fra le file, per permettere la rete o le canne.
Tutoraggio: le varietà rampicanti vanno sostenute con rete, canne o filo di ferro disposto a tendone. La struttura deve essere installata al momento della semina o poco dopo, evitando di danneggiare le radici. Le nane possono essere coltivate senza sostegno, ma una piccola rete o dei rametti facilitano la raccolta e riducono il contatto dei bacelli con il terreno.
Terreno, nutrizione e irrigazione
Il fagiolo predilige terreni sciolti, profondi, ben drenati, con pH fra 6,0 e 7,0. Non ama i terreni pesanti e argillosi, dove i semi rischiano di marcire, né quelli troppo sabbiosi, che si asciugano troppo in fretta. La concimazione di fondo deve essere leggerissima: compost maturo a 1-2 kg per metro quadrato è sufficiente. Letame fresco, sangue e farina, concimi azotati in generale sono controindicati.
La fissazione dell'azoto inizia quando le radici si nodulano, generalmente 2-3 settimane dopo la germinazione. In terreni dove il fagiolo non è mai stato coltivato, l'inoculazione del seme con un preparato di Rhizobium phaseoli migliora la nodulazione e la crescita.
Irrigazione: il fagiolo è sensibile sia alla siccità che al ristagno. Durante la fioritura e l'ingrossamento dei bacelli, che sono le fasi più critiche, è importante mantenere il terreno uniformemente fresco ma non saturo. In assenza di pioggia, 2-3 bagnature settimanali alla base, da 20-25 mm, sono sufficienti. Il contatto prolungato delle foglie con l'acqua aumenta il rischio di antracnosi e mosca del fagiolo.
Avversità
Mosca del fagiolo (Ophiomyia phaseoli o Delia platura). Le larve scavano gallerie nel fusto alla base della pianta e nelle radici, provocando appassimento e morte. La prevenzione passa da una buona lavorazione del terreno, dalla rimozione delle infestanti e da una semina a profondità corretta. Il controllo biologico è difficile; in infestazioni gravi si può ricorrere a trappole cromotropiche e a nematodi entomopatogeni.
Antracnosi (Colletotrichum lindemuthianum). Malattia fungina che produce macchie brune scure su foglie, fusti e bacelli. È molto aggressiva in condizioni di caldo umido. Si previene con la rotazione, l'uso di semi sani e la scelta di varietà resistenti; i trattamenti fungini sono poco efficaci una volta che la malattia è presente.
Ruggine (Uromyces appendiculatus). Pustole brune o nere sulle foglie, soprattutto in estate umida. Si gestisce con rotazione e eliminazione delle foglie colpite.
Afidi. Vettori di virosi e causa di deformazione fogliare. Si controllano con nemici naturali e, se necessario, con acqua e sapone o olio di neem.
Marciumi del colletto. Legati al ristagno e a danni meccanici durante la concimazione. La pacciamatura e una buona struttura del terreno riducono il rischio.
Consociazioni e rotazione
Il fagiolo si associa bene con mais, zucchina e carota. Il mais, in particolare, funge da sostegno naturale per le varietà rampicanti e non compete per gli stessi nutrienti. Buone compagne sono anche le aromatiche come timo e salvia, che possono allontanare alcuni insetti. Da evitare cipolla, aglio, porro e scalogno, per le ragioni già illustrate, e altre leguminose su larga scala, perché competono per la stessa simbiosi radicale e possono concentrare patogeni specifici.
Nella rotazione il fagiolo è una coltura miglioratrice: lascia azoto nel terreno e migliora la struttura. È ideale prima di pomodori, patate, zucchine, peperoni, cavoli e melanzane. L'intervallo minimo per ritornare con leguminose simili è di 2-3 anni, ma quattro anni sono preferibili per interrompere i cicli di parassiti e malattie.
Raccolta e conservazione
La raccolta dei bacelli freschi inizia 60-90 giorni dopo la semina, quando i semi sono pieni ma la buccia è ancora tenera. La frequenza deve essere regolare: lasciare un baccello troppo maturo sulla pianta rallenta la produzione. Una pianta sana produce per 3-5 settimane, con picchi di raccolta a settimana.
Per i semi secchi si attende che le piante perdano le foglie e i bacelli diventano secchi e coriacei. Si taglia l'intera pianta, si ammucchia in un capannone arieggiato per qualche giorno, poi si batte su un telo e si setaccia. I semi secchi vanno essiccati ulteriormente in ambienti buoni e asciutti prima della conservazione.
I fagioli freschi si conservano pochi giorni in frigorifero. Per durate maggiori si scottano 2-3 minuti, si raffreddano rapidamente e si congelano. I secchi, in contenitori chiusi al buio, durano 2-3 anni, ma dopo il primo anno la buccia si indurisce e i tempi di cottura si allungano.
Autoproduzione dei semi
Il fagiolo è autogamo, quindi la conservazione delle varietà è relativamente semplice. Per mantenere la purezza bastano pochi metri di isolamento fra varietà diverse, anche se per sicurezza si consigliano 20-30 metri. Si scelgono le piante più sane, più precoci e con bacelli tipici, si lasciano maturare completamente alcuni bacelli, poi si raccolgono e si asciugano. I semi ben essiccati si conservano in barattoli di vetro o bustine di carta in luogo buio, fresco e asciutto; la germinabilità resta alta per 3-4 anni.
Il fagiolo in Ortifera
Nel catalogo Ortifera il fagiolo è una coltura estiva a ciclo breve, con distanza di 20 cm e possibilità di scelta fra portamento nano e rampicante. L'applicazione propone la semina in finestra e la raccolta a intervalli, evidenziando la fase critica della fioritura per l'irrigazione. La pianta avanza di stadio quando l'utente conferma la fioritura e la raccolta dei primi bacelli: se le attività vengono trascurate, lo stato digitale resta fermo, così come l'orto reale.
Domande frequenti
- Quando si semina il fagiolo in Italia?
- Il fagiolo è termofilo: germina con temperature del terreno sopra i 10-12 °C e vegeta al meglio fra 18 e 28 °C. Si semina quindi da metà aprile al Sud a fine maggio-giugno al Nord, in successioni ogni 15-20 giorni per garantire raccolti continui. La semina troppo precoce fa marcire i semi nel terreno freddo.
- Bisogna concimare i fagioli?
- No, o comunque molto poco. Il fagiolo fissa l'azoto atmosferico grazie ai noduli radici con i batteri del genere *Rhizobium*. Un terreno concimato con azoto o letame fresco favorisce un eccesso di vegetazione, ritarda la fioritura e rende le piante più sensibili alle malattie. La concimazione di fondo, se necessaria, deve essere leggera e a base di compost maturo.
- Quante piante di fagiolo servono per una famiglia?
- Per il consumo fresco, una decina di piante rampicanti o una quindicina di nane sono sufficienti per una famiglia di quattro persone durante l'estate. Una pianta rampicante produce 150-300 g di bacelli freschi, mentre le nane producono meno ma concentrano il raccolto in poche settimane. Per i semi secchi conviene dedicare una fila più lunga, perché il raccolto secco richiede più piante.
- Perché i fagioli non vanno vicino alle cipolle?
- Cipolla, aglio, porro e scalogno esudano composti solforati che possono inibire la formazione dei noduli radici del fagiolo e ridurre la fissazione dell'azoto. Inoltre le radici delle Alliacee occupano lo stesso strato superficiale del terreno e competono con le radici del legume. La distanza minima consigliata è di 40-50 cm.
- Quando si raccolgono i fagioli?
- I fagioli freschi si raccolgono quando i bacelli sono ancora teneri, prima che le fibre di separazione si induriscano. La frequenza è ogni 2-4 giorni in piena estate. Per i semi secchi si lascia asciugare la pianta in sito fino a quando i bacelli diventano coriacei e bruni, poi si battono e si setaccia.
- Si possono conservare i fagioli freschi?
- I bacelli freschi si conservano in frigorifero 4-5 giorni, avvolti in carta umida. Per durate più lunghe si scottano 2-3 minuti, si raffreddano e si congelano. I fagioli secchi, completamente asciutti, si conservano in barattoli di vetro o sacchi di carta in luogo buio e asciutto per diversi anni, ma perdono colore e cucinabilità dopo il secondo anno.
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