Lavanda
Lavandula angustifolia Mill.
Anche detto: lavanda vera, lavanda officinale, spigo, spigonardo
Arbusto mediterraneo che vive dieci anni se lo si lascia a secco e muore in una stagione se lo si annaffia troppo.

- Famiglia botanica
- Labiate
- Tipo
- Ortaggio
- Difficoltà
- facile
- Ore di sole al giorno
- 8 h
- Fabbisogno idrico
- basso
- Distanza fra le piante
- 60 cm
- Profondità di semina
- 0.5 cm
- Germinazione
- 14-30 giorni
- Semina-raccolta
- 120-365 giorni
- Temperatura minima tollerata
- -15 °C
- Temperatura ottimale
- 15-28 °C
- Terreno
- povero, calcareo, molto drenante
Semina
Raccolta
Buone consociazioni
rosmarino
Da evitare vicino
menta
Avversità principali
cicalina, marciume radicale
Dati dal catalogo Ortifera, gli stessi usati dall'applicazione per generare il calendario e le attività settimanali.
Origine e diffusione
La lavanda è originaria delle aree montane e collinari del Mediterraneo occidentale, dalla Provenza all'Appennino. Il nome deriva probabilmente dal latino lavare, per l'uso antico nei bagni e nel bucato. In Italia cresce spontanea sulle pendici aride e calcaree e si coltiva sia come ornamentale sia come pianta officinale, soprattutto in Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna.
Botanica
Appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, come rosmarino, salvia e timo. È un suffrutice sempreverde alto 40-80 cm, con foglie lineari grigio-verdi ricoperte di peli fini che limitano la traspirazione. I fiori, riuniti in spighe all'apice di lunghi steli, contengono le ghiandole dell'olio essenziale ricco di linalolo e acetato di linalile.
Le specie più diffuse in orto e giardino:
| Specie | Portamento | Rusticità | Uso principale |
|---|---|---|---|
| L. angustifolia | compatto, 40-60 cm | alta | officinale, sacchetti, cucina |
| L. × intermedia (lavandino) | vigoroso, 80-100 cm | alta | olio essenziale, bordure |
| L. stoechas | compatto, brattee a "orecchie" | media | ornamentale, zone costiere |
| L. dentata | foglie dentellate | bassa | vaso, climi miti |
Terreno ed esposizione
Il catalogo Ortifera indica terreno povero, calcareo e molto drenante e 8 ore di sole diretto: è una delle piante più esigenti in luce dell'intero orto. Un terreno ricco produce piante lasse, poco profumate e di vita breve. In suoli argillosi si impianta su una baulatura rialzata o si miscela abbondante ghiaia alla buca. Il pH ideale è neutro o leggermente alcalino.
Moltiplicazione
Semina. Da marzo a maggio in semenzaio, a circa 0,5 cm di profondità. Una stratificazione a freddo di tre-quattro settimane in frigorifero migliora la germinazione. Le piantine si trapiantano quando hanno 6-8 foglie.
Talea. È il metodo più sicuro. Tra fine agosto e settembre si prelevano rametti semilegnosi di 8-10 cm senza fiori, si tolgono le foglie basali e si interrano in una miscela di sabbia e torba mantenuta appena umida. Radicano in cinque-sei settimane e si trapiantano la primavera successiva.
Impianto e distanze
La distanza indicata nel catalogo è di 60 cm, necessaria perché ogni cespuglio resti arieggiato: le chiome che si toccano trattengono umidità e favoriscono marciumi. Per una siepe bassa si può scendere a 40 cm con la lavanda vera, mai con il lavandino.
Irrigazione
Fabbisogno idrico basso. Dopo il trapianto si irriga regolarmente solo per il primo mese; dal secondo anno in piena terra la pianta vive con la sola pioggia, salvo estati eccezionalmente siccitose. In vaso si bagna quando il substrato è asciutto per metà profondità, senza lasciare acqua nel sottovaso.
Concimazione
Nessuna, o quasi. Una manciata di compost maturo all'impianto è sufficiente per anni. L'azoto in eccesso allunga i getti, riduce l'olio essenziale e rende la pianta più sensibile al freddo.
Potatura
La potatura decide la durata della pianta. Dopo la fioritura si tagliano gli steli fioriti e si accorcia la chioma di circa un terzo, dandole forma arrotondata. Non si taglia mai nel legno nudo, che raramente emette nuovi germogli. Una lavanda mai potata diventa legnosa e aperta al centro in tre-quattro anni; potata ogni anno resta produttiva per dieci o più.
Consociazioni
Il catalogo indica il rosmarino come buon vicino: stesse esigenze di sole, acqua e terreno. Va invece tenuta lontana dalla menta, che chiede acqua abbondante e invade lo spazio. In orto la lavanda è preziosa ai bordi delle aiuole perché attira api e bombi, migliorando l'impollinazione di zucchine, pomodori e fragole.
Avversità
- Marciume radicale: la causa principale di morte. Si previene solo con drenaggio e irrigazioni scarse.
- Cicalina: piccoli insetti che pungono le foglie causando punteggiature chiare e, in alcune zone, veicolano fitoplasmi. Si contiene con piante ben arieggiate.
- Sputacchina: schiuma bianca sui fusti in primavera, innocua e rimovibile con un getto d'acqua.
Raccolta ed essiccazione
Per sacchetti e uso officinale si raccolgono le spighe quando circa metà dei fiori è aperta, nelle ore asciutte della tarda mattinata. Si legano in mazzetti e si appendono a testa in giù in un luogo buio e ventilato per dieci-quindici giorni. I fiori secchi si sgranano e si conservano in barattoli di vetro al riparo dalla luce, dove mantengono il profumo per circa un anno.
In cucina si usa con parsimonia la lavanda vera: pochi fiori aromatizzano zucchero, biscotti e sciroppi. Il lavandino, più canforato, non è adatto.
Come la segue Ortifera
Nel planner la lavanda compare come perenne: le attività suggerite riguardano la potatura post-fioritura, la raccolta delle spighe e la verifica dell'irrigazione nei primi mesi dall'impianto, calibrate sulla zona climatica dell'orto.
Domande frequenti
- Perché la lavanda secca alla base e muore?
- Nella grande maggioranza dei casi per eccesso d'acqua: il catalogo indica fabbisogno idrico basso e il marciume radicale tra le avversità principali. Terreni argillosi, sottovasi pieni e irrigazioni quotidiane asfissiano le radici. La pianta appassisce come se avesse sete, e la reazione istintiva di bagnarla ancora la finisce.
- Quando si pota la lavanda?
- Subito dopo la fioritura, tra fine luglio e agosto, accorciando i getti di circa un terzo e restando sempre sopra la parte con foglie. Un secondo leggero ritocco si può fare a inizio primavera. Tagliare nel legno vecchio e spoglio impedisce quasi sempre il ricaccio.
- Si può seminare la lavanda?
- Sì, tra marzo e maggio a circa 0,5 cm di profondità, ma la germinazione è lenta e irregolare e i semi di ibridi non riproducono la pianta madre. Per avere piante uguali e più rapide si preferisce la talea semilegnosa di fine estate.
- Lavanda vera o lavandino: che differenza c'è?
- La lavanda vera (Lavandula angustifolia) è più compatta, rustica e profumata in modo dolce. Il lavandino (Lavandula × intermedia) è un ibrido più vigoroso, con spighe lunghe e resa in olio essenziale maggiore ma aroma più canforato; è sterile e si moltiplica solo per talea.
- La lavanda resiste al freddo?
- La lavanda vera sopporta fino a circa -15 °C, come indicato nel catalogo, purché il terreno sia asciutto. Il freddo umido è più pericoloso del gelo secco. La lavanda stoechas e la dentata sono invece più delicate e soffrono sotto i -5 °C.
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