Lavanda

Lavandula angustifolia Mill.

Anche detto: lavanda vera, lavanda officinale, spigo, spigonardo

Arbusto mediterraneo che vive dieci anni se lo si lascia a secco e muore in una stagione se lo si annaffia troppo.

Cespugli di lavanda in fiore con spighe viola in un orto soleggiato
Famiglia botanica
Labiate
Tipo
Ortaggio
Difficoltà
facile
Ore di sole al giorno
8 h
Fabbisogno idrico
basso
Distanza fra le piante
60 cm
Profondità di semina
0.5 cm
Germinazione
14-30 giorni
Semina-raccolta
120-365 giorni
Temperatura minima tollerata
-15 °C
Temperatura ottimale
15-28 °C
Terreno
povero, calcareo, molto drenante

Semina

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feb
mar
apr
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giu
lug
ago
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ott
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Raccolta

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Buone consociazioni

rosmarino

Da evitare vicino

menta

Avversità principali

cicalina, marciume radicale

Dati dal catalogo Ortifera, gli stessi usati dall'applicazione per generare il calendario e le attività settimanali.

Origine e diffusione

La lavanda è originaria delle aree montane e collinari del Mediterraneo occidentale, dalla Provenza all'Appennino. Il nome deriva probabilmente dal latino lavare, per l'uso antico nei bagni e nel bucato. In Italia cresce spontanea sulle pendici aride e calcaree e si coltiva sia come ornamentale sia come pianta officinale, soprattutto in Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna.

Botanica

Appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, come rosmarino, salvia e timo. È un suffrutice sempreverde alto 40-80 cm, con foglie lineari grigio-verdi ricoperte di peli fini che limitano la traspirazione. I fiori, riuniti in spighe all'apice di lunghi steli, contengono le ghiandole dell'olio essenziale ricco di linalolo e acetato di linalile.

Le specie più diffuse in orto e giardino:

SpeciePortamentoRusticitàUso principale
L. angustifoliacompatto, 40-60 cmaltaofficinale, sacchetti, cucina
L. × intermedia (lavandino)vigoroso, 80-100 cmaltaolio essenziale, bordure
L. stoechascompatto, brattee a "orecchie"mediaornamentale, zone costiere
L. dentatafoglie dentellatebassavaso, climi miti

Terreno ed esposizione

Il catalogo Ortifera indica terreno povero, calcareo e molto drenante e 8 ore di sole diretto: è una delle piante più esigenti in luce dell'intero orto. Un terreno ricco produce piante lasse, poco profumate e di vita breve. In suoli argillosi si impianta su una baulatura rialzata o si miscela abbondante ghiaia alla buca. Il pH ideale è neutro o leggermente alcalino.

Moltiplicazione

Semina. Da marzo a maggio in semenzaio, a circa 0,5 cm di profondità. Una stratificazione a freddo di tre-quattro settimane in frigorifero migliora la germinazione. Le piantine si trapiantano quando hanno 6-8 foglie.

Talea. È il metodo più sicuro. Tra fine agosto e settembre si prelevano rametti semilegnosi di 8-10 cm senza fiori, si tolgono le foglie basali e si interrano in una miscela di sabbia e torba mantenuta appena umida. Radicano in cinque-sei settimane e si trapiantano la primavera successiva.

Impianto e distanze

La distanza indicata nel catalogo è di 60 cm, necessaria perché ogni cespuglio resti arieggiato: le chiome che si toccano trattengono umidità e favoriscono marciumi. Per una siepe bassa si può scendere a 40 cm con la lavanda vera, mai con il lavandino.

Irrigazione

Fabbisogno idrico basso. Dopo il trapianto si irriga regolarmente solo per il primo mese; dal secondo anno in piena terra la pianta vive con la sola pioggia, salvo estati eccezionalmente siccitose. In vaso si bagna quando il substrato è asciutto per metà profondità, senza lasciare acqua nel sottovaso.

Concimazione

Nessuna, o quasi. Una manciata di compost maturo all'impianto è sufficiente per anni. L'azoto in eccesso allunga i getti, riduce l'olio essenziale e rende la pianta più sensibile al freddo.

Potatura

La potatura decide la durata della pianta. Dopo la fioritura si tagliano gli steli fioriti e si accorcia la chioma di circa un terzo, dandole forma arrotondata. Non si taglia mai nel legno nudo, che raramente emette nuovi germogli. Una lavanda mai potata diventa legnosa e aperta al centro in tre-quattro anni; potata ogni anno resta produttiva per dieci o più.

Consociazioni

Il catalogo indica il rosmarino come buon vicino: stesse esigenze di sole, acqua e terreno. Va invece tenuta lontana dalla menta, che chiede acqua abbondante e invade lo spazio. In orto la lavanda è preziosa ai bordi delle aiuole perché attira api e bombi, migliorando l'impollinazione di zucchine, pomodori e fragole.

Avversità

  • Marciume radicale: la causa principale di morte. Si previene solo con drenaggio e irrigazioni scarse.
  • Cicalina: piccoli insetti che pungono le foglie causando punteggiature chiare e, in alcune zone, veicolano fitoplasmi. Si contiene con piante ben arieggiate.
  • Sputacchina: schiuma bianca sui fusti in primavera, innocua e rimovibile con un getto d'acqua.

Raccolta ed essiccazione

Per sacchetti e uso officinale si raccolgono le spighe quando circa metà dei fiori è aperta, nelle ore asciutte della tarda mattinata. Si legano in mazzetti e si appendono a testa in giù in un luogo buio e ventilato per dieci-quindici giorni. I fiori secchi si sgranano e si conservano in barattoli di vetro al riparo dalla luce, dove mantengono il profumo per circa un anno.

In cucina si usa con parsimonia la lavanda vera: pochi fiori aromatizzano zucchero, biscotti e sciroppi. Il lavandino, più canforato, non è adatto.

Come la segue Ortifera

Nel planner la lavanda compare come perenne: le attività suggerite riguardano la potatura post-fioritura, la raccolta delle spighe e la verifica dell'irrigazione nei primi mesi dall'impianto, calibrate sulla zona climatica dell'orto.

Domande frequenti

Perché la lavanda secca alla base e muore?
Nella grande maggioranza dei casi per eccesso d'acqua: il catalogo indica fabbisogno idrico basso e il marciume radicale tra le avversità principali. Terreni argillosi, sottovasi pieni e irrigazioni quotidiane asfissiano le radici. La pianta appassisce come se avesse sete, e la reazione istintiva di bagnarla ancora la finisce.
Quando si pota la lavanda?
Subito dopo la fioritura, tra fine luglio e agosto, accorciando i getti di circa un terzo e restando sempre sopra la parte con foglie. Un secondo leggero ritocco si può fare a inizio primavera. Tagliare nel legno vecchio e spoglio impedisce quasi sempre il ricaccio.
Si può seminare la lavanda?
Sì, tra marzo e maggio a circa 0,5 cm di profondità, ma la germinazione è lenta e irregolare e i semi di ibridi non riproducono la pianta madre. Per avere piante uguali e più rapide si preferisce la talea semilegnosa di fine estate.
Lavanda vera o lavandino: che differenza c'è?
La lavanda vera (Lavandula angustifolia) è più compatta, rustica e profumata in modo dolce. Il lavandino (Lavandula × intermedia) è un ibrido più vigoroso, con spighe lunghe e resa in olio essenziale maggiore ma aroma più canforato; è sterile e si moltiplica solo per talea.
La lavanda resiste al freddo?
La lavanda vera sopporta fino a circa -15 °C, come indicato nel catalogo, purché il terreno sia asciutto. Il freddo umido è più pericoloso del gelo secco. La lavanda stoechas e la dentata sono invece più delicate e soffrono sotto i -5 °C.

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