Mandorlo da fiore
Prunus dulcis
Anche detto: Mandorlo, Mandorlo ornamentale, Prunus amygdalus
L'albero che fiorisce quando tutto il resto dorme: spettacolo bianco-rosa a fine inverno e mandorle a fine estate. Vuole poco: sole, terreno drenato, nessuna irrigazione estiva e una potatura dopo la fioritura.

- Famiglia botanica
- Rosacee
- Tipo
- Frutto / arborea
- Difficoltà
- facile
- Ore di sole al giorno
- 8 h
- Fabbisogno idrico
- basso
- Distanza fra le piante
- 500 cm
- Profondità di semina
- 5 cm
- Germinazione
- 60-120 giorni
- Semina-raccolta
- 1095-1460 giorni
- Temperatura minima tollerata
- -15 °C
- Temperatura ottimale
- 15-30 °C
- Terreno
- povero, sassoso, drenato
Semina
Raccolta
Buone consociazioni
tagete, calendula
Da evitare vicino
patata
Avversità principali
monilia, afide verde, bolla
Dati dal catalogo Ortifera, gli stessi usati dall'applicazione per generare il calendario e le attività settimanali.
Identità della specie
Il mandorlo (Prunus dulcis) è un albero della famiglia delle Rosaceae, originario dell'Asia centrale e coltivato nel Mediterraneo da millenni. Raggiunge i 5-8 metri, con chioma espansa e corteccia scura e fessurata negli esemplari adulti. La fioritura è il suo tratto distintivo: tra gennaio e marzo, prima delle foglie, i rami si coprono di fiori bianchi o rosa che annunciano la primavera.
Il frutto è una drupa: il mallo verde esterno si apre a maturazione liberando il guscio legnoso che contiene la mandorla. Le varietà si dividono in ornamentali (fiori doppi, frutti scarsi) e da frutto (fiori semplici, mandorle di qualità).
Cosa dice il catalogo Ortifera
Nel planner Ortifera il mandorlo da fiore ha questi parametri:
- Impianto: novembre-febbraio, nel riposo vegetativo
- Raccolta: agosto-settembre
- Distanza tra le piante: 500 cm
- Sole: 8 ore al giorno
- Acqua: esigenza bassa
- Terreno: povero, sassoso, drenato
- Temperatura minima: -15 gradi; ottimale 15-30 gradi
- Tempo al raccolto: 3-4 anni dall'impianto
- Consociazioni favorevoli: tagete e calendula
- Da evitare: patata
- Avversità principali: monilia, afide verde, bolla
- Nota del catalogo: fioritura precocissima: bella ma esposta alle gelate
La fioritura precoce: bellezza e rischio
Fiorire a fine inverno è la strategia che rende il mandorlo spettacolare e fragile allo stesso tempo: una gelata tardiva a febbraio-marzo può bruciare l'intera produzione. Nelle zone a rischio si scelgono varietà a fioritura più tardiva e posizioni non soggette ad accumulo di aria fredda.
La maggior parte delle varietà è auto-incompatibile: per la produzione servono due varietà compatibili che fioriscono nello stesso periodo, impollinate dalle api nelle prime giornate miti. Chi ha spazio per un solo albero deve scegliere una varietà auto-fertile.
Terreno, acqua e cure
Il mandorlo è l'albero dei terreni difficili: poveri, sassosi, calcarei, purché drenati. L'unica condizione che non tollera è il ristagno idrico. L'irrigazione si limita al primo anno dopo l'impianto; in seguito l'albero si arrangia con le piogge, e l'acqua estiva è dannosa più che utile.
La potatura si fa dopo la fioritura: si eliminano i rami secchi e quelli che si incrociano, si dirada la chioma per far entrare luce. Il trattamento invernale con poltiglia bordolese, indicato dal catalogo, previene la bolla e la monilia, le due malattie fungine più diffuse.
Il raccolto
Tra agosto e settembre il mallo verde si apre e si secca: è il segnale del raccolto. Si battono i rami con pertiche su teli stesi sotto la chioma, si elimina il mallo e si fanno asciugare le mandorle in guscio al sole per qualche giorno. La conservazione in guscio, in luogo fresco e asciutto, dura oltre un anno.
Le mandorle fresche di fine estate, con il guscio ancora tenero, sono una specialità di stagione che chi ha l'albero conosce bene.
Avversità e consociazioni
Monilia (che dissecca fiori e rametti), bolla (che deforma le foglie) e afide verde sono le avversità principali, tutte contenute dalla potatura di arieggiamento e dal trattamento invernale con rame. Tagete e calendula ai piedi dell'albero attirano insetti utili; la patata va tenuta lontana per le malattie condivise.
Come Ortifera segue il mandorlo
Il planner ti ricorda la finestra di impianto invernale, la potatura dopo la fioritura e il raccolto di fine estate. Per un albero che chiede così poco, i tre promemoria giusti sono l'intera gestione annuale.
Domande frequenti
- Perché il mio mandorlo fiorisce ma non produce mandorle?
- Le cause più comuni sono due: la gelata tardiva che brucia i fiori (la fioritura precocissima è il punto debole della specie) e la mancanza di impollinazione incrociata. La maggior parte delle varietà è auto-incompatibile: servono due varietà compatibili che fioriscono insieme, oppure una varietà auto-fertile.
- Quando si pota il mandorlo?
- Subito dopo la fioritura, mai in pieno inverno: la potatura invernale toglierebbe i rami che stanno per fiorire. Si eliminano i rami secchi, quelli che si incrociano e si dirada la chioma per far entrare luce, che il mandorlo ama in abbondanza.
- Il mandorlo va irrigato?
- Quasi mai: è tra gli alberi da frutto più parsimoniosi. L'irrigazione serve solo nel primo anno dopo l'impianto e in casi di siccità estrema prolungata. Troppa acqua, soprattutto in estate, favorisce i marciumi e peggiora la qualità delle mandorle.
- Quando si raccolgono le mandorle?
- Tra agosto e settembre, quando il mallo verde che avvolge il guscio si apre e si secca. Si raccolgono battendo i rami con pertiche su teli stesi sotto la chioma, poi si elimina il mallo e si fanno asciugare le mandorle in guscio al sole per qualche giorno.
- Il mandorlo da fiore è diverso dal mandorlo da frutto?
- Sono la stessa specie (Prunus dulcis): le selezioni ornamentali privilegiano fiori doppi e abbondanti, quelle da frutto la qualità della mandorla. Attenzione al mandorlo amaro: i suoi semi contengono amigdalina e non sono commestibili. Per la tavola si scelgono varietà da frutto certificate.
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