Pisello

Pisum sativum L.

Anche detto: pisello da bacello, pisello da schiacciare, pisello mangiatutto

Legume fresco della famiglia delle Fabaceae, coltivato per i semi dolci contenuti nei baccelli: biologia, varietà e tecnica di coltivazione nelle due stagioni italiane.

Piante di pisello rampicanti su rete con baccelli verdi e fiori bianchi in un orto primaverile
Famiglia botanica
Leguminose
Tipo
Ortaggio
Difficoltà
facile
Ore di sole al giorno
5 h
Fabbisogno idrico
medio
Distanza fra le piante
15 cm
Profondità di semina
3 cm
Germinazione
7-14 giorni
Semina-raccolta
80-110 giorni
Temperatura minima tollerata
-2 °C
Temperatura ottimale
12-20 °C
Terreno
medio impasto, fresco

Semina

gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic

Raccolta

gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic

Buone consociazioni

carota, rapanello

Da evitare vicino

cipolla, aglio

Avversità principali

tortrice, oidio

Dati dal catalogo Ortifera, gli stessi usati dall'applicazione per generare il calendario e le attività settimanali.

Identità della specie

Il pisello (Pisum sativum L.) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Fabaceae, coltivata per i semi dolci racchiusi in baccelli. È una delle leguminose più antiche e più diffuse nel bacino del Mediterraneo, apprezzata per il ciclo breve, la tolleranza al freddo e la capacità di arricchire il terreno di azoto atmosferico.

Il frutto, un baccello deiscente, contiene semi più o meno grandi a seconda della varietà. La distinzione fondamentale nel contesto orticolo italiano è fra piselli da bacello — si consumano i semi estratti — e piselli mangiatutto — si mangiano bacello e semi insieme, perché il tessuto del baccello è tenue e non fibroso. Quest'ultimo tipo comprende le varietà nane e precoci più adatte al piccolo orto domestico.

Storia e diffusione

Il pisello selvatico è originario dell'area mediterranea orientale e dell'Asia minore. La domesticazione inizia nel Vicino Oriente almeno 10.000 anni fa, contemporaneamente ai primi cereali. I bacelli e i semi di pisello sono stati ritrovati in siti archeologici del Neolitico in Europa, compresa la penisola italiana, il che testimonia la sua antica diffusione.

Nella cucina italiana il pisello ha un ruolo duplice: da un lato è un ingrediente primaverile fresco, celebrato in risotti e insalate; dall'altro è il seme secco, base di zuppe e purè invernali. La tradizione contadina del bacello fresco raccolto e consumato in pochi giorni ha origini antiche, ma la diffusione di varietà nane e precoci è una conquista dell'orticoltura moderna del XX secolo.

Botanica e ciclo biologico

La pianta ha fusto erbaceo, ramificato, con foglie composte da più paia di foglioline e terminanti in un viticcio. È il viticcio a definire il portamento: le varietà rampicanti producono viticchi robusti che si avvolgono ai sostegni e possono superare i 2 metri; le varietà nane hanno viticchi ridotti o assenti e restano sotto i 60 cm.

Il fiore è bianco o color crema, con la tipica struttura papilionacea delle leguminose. L'impollinazione è prevalentemente autogama: il fiore si autofeconda prima di aprirsi, il che limita la variabilità genetica e rende relativamente semplice l'autoproduzione del seme. Il baccello si sviluppa rapidamente dopo la fecondazione e raggiunge la maturità commerciale in 7-14 giorni, a seconda della temperatura.

Il pisello è una pianta resistente al freddo: germina a 4-6 °C e sopporta brevi gelate fino a -2 °C, specialmente se protetto da pacciamatura. Al contrario, sopra i 25-28 °C la fioritura si arresta, la qualità dei bacelli peggiora e aumenta il rischio di oidio. Per questo in Italia il pisello si coltiva nelle fredde stagioni di transizione.

Varietà italiane

VarietàTipoPortamentoUsoStagione
Progress 9MangiatuttoNanoInsalata, vaporePrimavera
Douce ProvenceDa bacelloSemi-rampicanteFresco, semi secchiAutunno-primavera
TelephoneDa bacelloRampicanteFrescoPrimavera
Kelvedon WonderMangiatuttoNanoFrescoPrimavera
WaverexMangiatuttoNanoInsalataPrimavera
Carouby de MaussaneDa bacelloRampicanteFresco, semi secchiPrimavera
SerpetteDa bacelloRampicanteFrescoAutunno

La scelta dipende dal calendario e dallo spazio disponibile. In un piccolo orto le varietà nane precoci sono più pratiche; chi ha spazio e un sostegno preferisce le rampicanti, che producono più a lungo e sono più facili da raccogliere senza che i bacelli tocchino terra.

Semina e coltivazione

Il pisello si semina a dimora, non in semenzaio, perché non tollera il trapianto per la fragilità delle radici a fittone. La preparazione del letto richiede un terreno fine, senza zolle, con concimazione di fondo leggera: il pisello, come tutte le leguminose, non richiede azoto aggiunto; un eccesso produce vegetazione lussureggiante e pochi bacelli.

Semina autunnale: da settembre a ottobre nelle regioni temperate. La pianta si sviluppa fino a novembre, poi entra in quiescenza invernale e riprende a febbraio, dando bacelli da maggio. La pacciamatura con paglia protegge le radici dal gelo.

Semina primaverile: da febbraio a marzo, non appena il terreno è lavorabile. La raccolta avviene in maggio-giugno. La semina troppo tardiva, a maggio, espone le piante al caldo e all'oidio.

Distanze: 3-5 cm di profondità, 5 cm sulla fila, 40-60 cm fra le file. Per facilitare la germinazione, soprattutto in terreno argilloso, i semi si possono mettere a bagno in acqua tiepida per 6-8 ore prima della semina.

Tutoraggio: per le rampicanti si installa una rete alta 1,5-2 m o una struttura di canne al momento della semina, così da non disturbare le radici. Le nane possono essere sorrette da ramaglie secche o da una rete bassa.

Terreno, nutrizione e irrigazione

Il pisello preferisce terreni freschi, medi, profondi, non concimati di fresco, con pH fra 6,0 e 7,5. Il terreno troppo sabbioso si scalda troppo in primavera; quello troppo argilloso trattiene acqua e rischia di marcire i semi.

La fissazione dell'azoto avviene grazie a una simbiosi con batteri del genere Rhizobium: alla base delle radici si formano noduli che trasformano l'azoto atmosferico in composti utilizzabili dalla pianta. Per favorire questa simbiosi, specialmente in terreni mai coltivati a leguminose, si possono inoculare i semi con un preparato commerciale di rizobio.

Irrigazione: il pisello ha bisogno di costanza solo nella fase di germinazione e di fioritura. La carenza idrica durante l'ingrossamento dei bacelli li rende fibrosi e meno dolci. In assenza di pioggia, 2-3 bagnature settimanali alla base sono sufficienti. Evitare assolutamente di bagnare le foglie, per non favorire l'oidio.

Avversità

Oidio (Erysiphe pisi). Feltro bianco polverulento sulle foglie, fiori e bacelli. Favorito da caldo secco e da scarsa ventilazione. Si previene con distanze adeguate, rete che consenta il passaggio dell'aria e irrigazione localizzata. In fase iniziale il bicarbonato di potassio o lo zolfo bagnabile possono contenere la diffusione.

Tortrice del pisello (Cydia nigricana). Lepidottero le cui larve scavano gallerie nei bacelli, dove si nutrono dei semi. Il monitoraggio con trappole a feromoni consente di intervenire tempestivamente con Bacillus thuringiensis.

Afidi. Piccoli insetti che si concentrano sulle foglie tenere e sui fiori, succhiando linfa e trasmettendo virosi. Le coccinelle e le sirfidi sono nemici naturali; in caso di infestazione precoce si può intervenire con acqua e sapone molle o con olio di neem.

Marciumi radicali. Sviluppati in terreni con ristagno o troppo compatti. Si prevengono con una buona preparazione del letto e con pacciamatura che eviti il compattamento da pioggia.

Bruchi e lumache. Danneggiano le giovani piantine poco dopo la germinazione. Protezioni con collari o semplicemente la raccolta manuale al crepuscolo sono efficaci in orto domestico.

Consociazioni e rotazione

Ottime compagne del pisello sono carota, ravanelli, spinaci e insalata, che occupano lo strato superficiale del terreno senza competere per nutrienti. Il mais, in sistemi orto-tradizionali, può fungere da sostegno naturale per le varietà rampicanti. Da evitare assolutamente cipolla, aglio, porro e scalogno, a causa della incompatibilità biochimica e dell'interferenza con la nodulazione.

Nella rotazione il pisello è una coltura miglioratrice: lascia il terreno più ricco di azoto e con una struttura migliore. È il posto ideale prima di pomodori, zucchine, cavoli o patate, che sono colture esigenti. L'intervallo minimo per ritornare con leguminose simili sulla stessa aiuola è di due-tre anni, più per evitare la accumulo di patogeni specifici.

Raccolta e conservazione

I bacelli per il consumo fresco si raccolgono quando i semi hanno raggiunto le dimensioni finali ma la buccia è ancora lucida e tendera. La raccolta deve essere frequente: lasciare un baccello troppo a lungo sulla pianta invia il segnale che la produzione è completa e riduce la fioritura successiva. Con una buona gestione, una pianta rampicante produce per 4-6 settimane consecutive.

Per i semi secchi si lascia la pianta in sito fino a completa essiccazione, poi si taglia a quote e si batte su un telo. I bacelli secchi si sgranellano facilmente e i semi vanno puliti da eventuali residui, essiccati ulteriormente in ambienti ventilati e conservati in barattoli di vetro.

I piselli freschi si conservano poco: in frigorifero perdono zuccheri in 3-4 giorni. Per conservare il sapore dolce a lungo termine la tecnica migliore è lo scottamento rapido e la congelazione. I semi secchi, ben asciutti, durano almeno un anno.

Autoproduzione dei semi

Il pisello è autogamo, ma può incrociarsi con varietà vicine se piantate a distanza molto ravvicinata. Per mantenere una varietà pura bastano 50-100 metri di isolamento, oltre ai quali il rischio di incrocio è basso. Si scelgono piante sane, a portamento e produzione tipici, e si lasciano alcuni bacelli maturare completamente. Dopo l'essiccazione, i semi si conservano in bustine di carta o barattoli di vetro in luogo fresco e buio. La germinabilità si mantiene alta per 3-4 anni.

Il pisello in Ortifera

Nel catalogo Ortifera il pisello è una coltura a ciclo breve e fresco, con semina sia autunnale che primaverile. L'applicazione calcola la finestra di semina in base alla zona climatica e propone la raccolta quando la pianta ha raggiunto l'indicatore di maturità. La gestione del tutoraggio e della raccolta a scatti è integrata nelle attività settimanali: se l'utente non conferma la raccolta, la pianta digitale non avanza di stadio, mantenendo la sincronia con l'orto reale.

Domande frequenti

Quando si semina il pisello in Italia?
Il pisello tollera il freddo e germina già a 4-6 °C, ma la temperatura ottimale è fra 12 e 20 °C. Si semina due volte l'anno: in autunno, da settembre a ottobre, per la raccolta primaverile (resistente fino a -2 °C con pacciamatura); e a fine inverno, da febbraio a marzo, per la raccolta primavera-estate. Nelle zone alpine meglio concentrarsi sulla semina primaverile.
Perché i piselli vanno tutorati?
La maggior parte delle varietà da orto è a portamento rampicante o semi-rampicante e produce viticci che si aggrappano a sostegni. Senza tutore le piante si accasciano, i bacelli marciscono a contatto con il terreno e l'arieggiamento peggiora, favorendo l'oidio e le muffe. Reti o canne disposte a pergola o a schermo sono sufficienti.
Quanto distanza serve fra i piselli?
In semina diretta si dispongono i semi a 3-5 cm di profondità, a 5 cm sulla fila, con file distanti 40-60 cm. Per le varietà nane si possono ridurre a 30 cm fra le file; per le rampicanti conviene lasciare 80-100 cm per permettere la rete. I semi grandi e rugosi possono essere messi a bagno qualche ora per accelerare la germinazione.
Perché i piselli non devono stare vicino a cipolle e aglio?
Cipolla, aglio, porro e scalogno producono composti solforati che possono inibire la simbiosi radicale con i batteri fissatori di azoto dei legumi. Inoltre le Alliacee competono per gli stessi strati di terreno. La distanza minima è di 30-40 cm, ma nella rotazione è preferibile separare le due famiglie di almeno un anno.
Quando si raccolgono i piselli?
I bacelli per il consumo fresco si raccolgono quando i semi hanno raggiunto quasi la dimensione finale ma sono ancora teneri e dolci, circa 7-10 giorni dopo la fioritura. Per i semi secchi si lascia asciugare la pianta, poi si taglia e si batte il baccello. La raccolta frequente — ogni 2-3 giorni — stimola la produzione di nuovi fiori.
Si possono conservare i piselli freschi?
I piselli freschi si mantengono in frigorifero 4-5 giorni al massimo, e perdono rapidamente dolcezza perché gli zuccheri si trasformano in amido. Per conservarli a lungo si scottano 2-3 minuti in acqua salata bollente, si raffreddano in acqua fredda e si congelano. I piselli secchi, una volta completamente asciutti, si conservano in barattoli di vetro anche un anno.

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