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Cavolaia e nottue sui cavoli ad agosto: riconoscerle e fermarle

Le piantine di cavolo, verza, cavolfiore e broccolo messe a dimora fra fine luglio e i primi di agosto entrano adesso nella fase più delicata: hanno poche foglie, ognuna conta, e proprio in questo momento cavolaia, nottue e altica raggiungono il picco di attività. Il danno non si vede subito e quando si vede è già avanzato. Distinguere chi sta mangiando è la parte che decide l'esito, perché i tre parassiti chiedono tre interventi diversi e nello stesso momento della giornata si comportano in modo opposto.

Pianta di cavolo cappuccio in un orto ad agosto con foglie esterne bucate e rosicchiate dai bruchi

Cosa sta succedendo nell'orto in questi giorni

Le brassiche trapiantate fra il 20 luglio e i primi di agosto sono nella fase in cui hanno investito tutto nelle radici e ancora poco nelle foglie. Hanno da quattro a otto foglie vere, e sono esattamente le foglie che dovranno costruire, nei tre mesi successivi, la testa che raccoglierai fra novembre e febbraio.

Nello stesso momento la cavolaia è alla seconda o terza generazione dell'anno, quella più numerosa, e le nottue trovano nelle notti ancora tiepide di agosto le condizioni migliori per l'attività larvale. È l'unico periodo della stagione in cui la pressione dei fitofagi e la fragilità della coltura coincidono. Una pianta adulta di cavolo nero sopravvive tranquillamente a una defogliazione del trenta per cento; una piantina di venti giorni con sei foglie, no.

Il punto operativo è questo: ad agosto non si tratta di eliminare i parassiti, ma di proteggere il numero minimo di foglie che servono alla pianta per arrivare a ottobre con l'apparato vegetativo formato.

Chi sta mangiando: la chiave di riconoscimento

Tre parassiti diversi, tre danni diversi, tre interventi diversi. Sbagliare identificazione significa trattare bene la cosa sbagliata.

Cavolaia (Pieris brassicae e Pieris rapae)

La farfalla è bianca con macchie nere sulle ali anteriori, la vedi volare sopra l'orto nelle ore centrali. Depone le uova in ammassi giallo-arancio di venti-cinquanta unità (Pieris brassicae) o singolarmente (Pieris rapae), sempre sulla pagina inferiore della foglia.

I bruchi della brassicae sono giallo-verdi con macchie nere e peluria, vivono in gruppo e mangiano di giorno. Quelli della rapae sono verde uniforme, vellutati, solitari e molto mimetizzati lungo la nervatura centrale.

Il danno caratteristico è la foglia scheletrizzata: il lembo sparisce, le nervature restano. Attorno trovi escrementi verde scuro, tondi, grandi come una capocchia di spillo, che si accumulano fra le foglie del cuore. Gli escrementi sono spesso il primo segnale che noti, prima ancora del bruco.

Nottue (Agrotis e affini)

Farfalla notturna grigio-bruna, poco appariscente. Due comportamenti diversi a seconda della specie e dello stadio.

Le nottue fogliari mangiano le foglie di notte, lasciando fori larghi e irregolari con margini frastagliati, senza il tipico scheletro della cavolaia. Di giorno il bruco si nasconde nel cuore della pianta o sotto le foglie basali a contatto col suolo.

Le nottue terricole sono il problema più serio in questa fase. Il bruco, grigio-bruno, tozzo, che si arrotola a C quando lo tocchi, sta nei primi centimetri di terreno e di notte taglia il fusto della piantina al colletto. Al mattino trovi la piantina coricata sul terreno, intera, apparentemente sana: il danno è alla base. Una singola nottua può decapitare tre o quattro piantine in una notte prima di essere sazia.

Altica (Phyllotreta spp.)

Piccolo coleottero nero o bronzeo lucido, due-tre millimetri, che salta come una pulce quando ti avvicini. Fa fori tondi, regolari, di uno-due millimetri, distribuiti su tutta la lamina: la foglia sembra crivellata da pallini. Preferisce le giornate calde e asciutte e le superfici del terreno secche.

Tabella di riconoscimento rapido

Segnale osservatoCavolaiaNottua fogliareNottua terricolaAltica
Forma del dannoFoglia scheletrizzata, nervature intatteFori larghi e irregolariFusto tagliato al collettoFori tondi piccoli e numerosi
Momento del dannoGiornoNotteNotteGiorno
Dove trovi il colpevolePagina inferiore della fogliaCuore della pianta, foglie basali2-3 cm sotto terra vicino al fustoSulla foglia, salta via
Escrementi visibiliSì, verdi e tondiSì, scuri e sparsiNoNo
Intervento primarioBt kurstaki + rimozione ovatureBt kurstaki seraleRaccolta serale + collariniUmidità superficiale + rete

Il ciclo biologico e perché la finestra di intervento è così stretta

Capire i tempi serve a scegliere il giorno giusto, non solo il prodotto giusto.

La cavolaia compie in Italia tre o quattro generazioni all'anno, e quella di agosto è la più numerosa perché trova temperature ottimali e brassiche in campo. Con le medie di questo mese il ciclo scorre così: la farfalla depone, le uova schiudono in cinque-otto giorni, i bruchi attraversano cinque stadi larvali in due-tre settimane, poi si impupano su un muro, un tutore o un fusto legnoso.

Il dato operativo è che il danno reale si concentra negli ultimi due stadi larvali: un bruco al quinto stadio mangia da solo più di quanto abbia mangiato in tutta la vita precedente. Chi interviene quando "si notano i bruchi" — cioè quando sono grossi e visibili da lontano — arriva nella fase in cui il Bacillus è meno efficace e la foglia è già compromessa. Chi controlla ogni tre giorni interviene al primo o secondo stadio, quando basta pochissimo.

Le nottue seguono una logica diversa: la femmina depone al suolo o sulla vegetazione bassa, e la larva ha attività prevalentemente notturna per tutto lo sviluppo. Non esiste un momento diurno in cui il trattamento le raggiunga sulla pianta, ed è la ragione per cui contro le nottue terricole la barriera fisica batte qualunque prodotto.

L'altica, infine, sverna da adulto nei residui vegetali e nelle siepi e torna attiva a ondate nelle giornate calde e asciutte. È il motivo per cui compare improvvisamente dopo tre giorni di sole forte e sparisce dopo una pioggia.

Quanto danno può reggere davvero la pianta

Una domanda che raramente trova risposta numerica. Nelle brassiche da testa, la formazione del cuore dipende dalla superficie fotosintetica accumulata prima dell'accorciamento delle giornate.

In termini pratici, nell'orto domestico si può ragionare così:

  • Piantina con quattro-sei foglie: la perdita di due foglie intere è già un ritardo di sviluppo di sette-dieci giorni. Tolleranza vicina allo zero.
  • Pianta con otto-dodici foglie: regge la perdita di una o due foglie basali senza conseguenze misurabili sul raccolto.
  • Pianta con oltre quindici foglie: assorbe senza problemi una defogliazione parziale, purché il cuore resti indenne.

Il cuore della pianta è la parte da difendere sempre. Un bruco che entra fra le foglie centrali di un cavolo cappuccio in formazione danneggia il tessuto che diventerà la testa, e quel danno non si recupera nemmeno se la pianta emette nuove foglie esterne. Nell'ispezione, quindi, l'ultimo controllo è sempre al cuore, allargando delicatamente le foglie centrali.

Il protocollo operativo Ortifera per agosto

Questa è la sequenza che usiamo per le brassiche giovani nell'orto domestico. Non è un elenco di rimedi alternativi: è un ordine di operazioni, ognuna con la propria funzione.

1. Ispezione ogni tre giorni, pagina inferiore

Il controllo non si fa guardando la pianta dall'alto. Si solleva ogni foglia e si guarda sotto, dove la cavolaia depone. Tre giorni è l'intervallo giusto perché le uova di cavolaia schiudono in cinque-otto giorni con le temperature di agosto: un controllo ogni tre giorni intercetta l'ovatura prima della schiusa, quando eliminarla costa un gesto di pollice e nessun trattamento.

Su dieci piante servono meno di cinque minuti. È l'intervento con il rapporto più alto fra risultato ed effort di tutta la stagione.

2. Rimozione manuale di ovature e bruchi

Le ovature giallo-arancio si schiacciano con il dito o si asportano con la foglia se sono su una foglia basale sacrificabile. I bruchi si raccolgono a mano e si eliminano lontano dall'orto.

Per le nottue terricole il controllo si fa alla sera, dopo il tramonto, con una torcia: i bruchi salgono e sono visibili sul terreno attorno al colletto. In alternativa, gratta i primi tre centimetri di terreno attorno a una piantina coricata: il bruco è quasi sempre lì, a pochi centimetri.

3. Soglia di intervento

Non si tratta per principio.

  • Piantine con meno di sei foglie vere: soglia due-tre bruchi per pianta.
  • Piante con sei-quindici foglie: soglia quattro-cinque bruchi per pianta.
  • Piante adulte oltre le quindici foglie: si interviene solo sopra i cinque-sei bruchi o con defogliazione superiore a circa un quinto.

Sotto soglia, la raccolta manuale è sufficiente e conserva i parassitoidi utili, in particolare Cotesia glomerata, il piccolo imenottero che parassitizza i bruchi di cavolaia. I bozzoli gialli che a volte trovi attaccati a un bruco morente sono un segnale positivo: quella colonia si sta autoregolando.

4. Bacillus thuringiensis kurstaki, fatto bene

È il prodotto di riferimento contro i lepidotteri, ammesso in agricoltura biologica e selettivo: non colpisce api, coccinelle e altri ausiliari.

Perché funzioni servono quattro condizioni, e la maggior parte dei fallimenti dipende dal saltarne una:

  • Il bruco deve mangiare la foglia trattata. Non è un abbattente per contatto. Se non copri la superficie che il bruco sta consumando, non succede niente.
  • Trattamento serale, dopo il tramonto. La radiazione ultravioletta degrada il Bt in poche ore: applicato a mezzogiorno, entro sera è già inefficace.
  • Bagnatura della pagina inferiore. Serve un ugello che arrivi sotto la foglia, non una nebulizzazione dall'alto.
  • Bruchi giovani. Il Bt è molto efficace sulle larve nei primi stadi e molto meno sui bruchi grossi, già di due-tre centimetri. Da qui l'importanza dell'ispezione ravvicinata.

Dosaggio: attieniti sempre all'etichetta della confezione, che varia in funzione della concentrazione del formulato. Ripeti dopo sette-dieci giorni se l'ispezione mostra nuove schiuse; il Bt non ha persistenza, quindi non protegge le foglie emesse dopo il trattamento.

Non c'è tempo di carenza rilevante per l'uso domestico, ma lava comunque il raccolto.

5. Barriera fisica: rete anti-insetto 0,8 mm

È la misura che, in un orto domestico ben condotto, rende quasi superflue tutte le altre.

Una rete a maglia 0,8 millimetri stesa su archetti a trenta-quaranta centimetri dalle piante, con i bordi sigillati sotto terra o zavorrati con assi, impedisce alla farfalla di deporre. Nessuna ovatura, nessun bruco, nessun trattamento.

Le tre regole che ne determinano il successo:

  • Installala subito dopo il trapianto, su piante controllate e pulite. Su piante già infestate protegge i bruchi dai predatori.
  • Sigilla il perimetro. Un varco di due centimetri basta perché la farfalla entri e deponga al riparo.
  • Tienila alta. Le foglie che toccano la rete permettono la deposizione attraverso la maglia.

La rete si solleva solo per le operazioni colturali, preferibilmente al mattino presto quando le farfalle non sono ancora attive, e si richiude subito.

6. Collarini contro le nottue terricole

Un rettangolo di cartone o una fascia di bottiglia di plastica alto otto-dieci centimetri, avvolto attorno al fusto e infilato per tre centimetri nel terreno, impedisce fisicamente al bruco di raggiungere il colletto. Costa nulla e su una piantina appena trapiantata risolve il problema in modo definitivo, senza alcun prodotto.

Tabella comparativa dei metodi

MetodoContro cosaEfficaciaCostoTempo richiestoQuando usarlo
Ispezione + rimozione ovatureCavolaiaMolto alta se costanteZero5 min ogni 3 giorniSempre, base di tutto
Rete anti-insetto 0,8 mmCavolaia, nottue, alticaMolto altaMedio, riutilizzabile1 ora di installazioneDal trapianto in poi
Bt kurstakiCavolaia, nottue fogliariAlta su larve giovaniBasso15 min per applicazioneSopra soglia, di sera
Raccolta serale con torciaNottue terricoleAltaZero10 min a seraDopo la prima piantina tagliata
Collarini al collettoNottue terricoleMolto altaQuasi zero20 min per 20 piantePreventivo dal trapianto
Terreno umido in superficieAlticaMediaZeroIntegrata nell'irrigazionePeriodi caldi e asciutti
Consociazione con aromaticheCavolaiaBassa, complementareBassoCome supporto, mai da sola

Sulla consociazione vale una precisazione onesta: piantare rosmarino, salvia o menta accanto ai cavoli ha un effetto confusorio limitato sulla ricerca dell'ospite da parte della farfalla, ma non sostituisce né la rete né il controllo delle ovature. Trattarla come misura principale porta a raccolti persi.

Gli errori che vediamo più spesso

Trattare a mezzogiorno. Il Bt degradato dalla luce non fa nulla e l'orticoltore conclude che "il biologico non funziona". Funziona, ma solo dopo il tramonto.

Coprire con la rete piante già infestate. Il gesto giusto nel momento sbagliato: i bruchi restano dentro, i predatori restano fuori.

Guardare solo la pagina superiore. Tutto il ciclo della cavolaia si svolge sotto la foglia. Chi controlla dall'alto scopre l'infestazione quando è al terzo stadio larvale, cioè quando il Bt è già poco efficace.

Confondere nottua terricola e stress da trapianto. Una piantina coricata al mattino viene spesso attribuita al caldo o alla carenza d'acqua. La differenza è netta: nello stress idrico la pianta è afflosciata ma attaccata al terreno e si riprende con l'irrigazione serale; con la nottua il fusto è reciso e la pianta è staccata.

Usare insetticidi ad ampio spettro. Eliminano anche Cotesia glomerata, i sirfidi e le coccinelle. La generazione successiva di cavolaia trova un ambiente senza antagonisti naturali e il problema, tre settimane dopo, è più grande di prima.

Rinviare l'irrigazione perché "tanto le foglie sono rovinate". Una pianta danneggiata ha ancora più bisogno di acqua costante per emettere nuove foglie. La ripresa vegetativa dipende dalla regolarità delle irrigazioni nelle due settimane successive al danno.

Cosa fare nelle prossime due settimane

Se hai brassiche trapiantate fra fine luglio e i primi di agosto, il calendario minimo è questo:

  • Oggi: ispezione foglia per foglia, pagina inferiore. Conta i bruchi, schiaccia le ovature, controlla il colletto delle piante coricate.
  • Entro 48 ore: installa la rete se le piante sono pulite, o applica Bt di sera se sei sopra soglia. Collarini sulle piantine più giovani.
  • Ogni tre giorni fino a metà settembre: ripeti l'ispezione. Ci vogliono cinque minuti.
  • Dopo ogni pioggia intensa: ricontrolla, perché la pioggia dilava il Bt residuo e riporta l'altica in attività quando il terreno torna ad asciugarsi.

A metà settembre, con l'abbassamento delle temperature notturne, la pressione cala sensibilmente e le piante hanno una massa fogliare che assorbe il danno residuo senza conseguenze sul raccolto.

Tenere traccia dei controlli

Il limite pratico di questo protocollo non è tecnico: è che ispezionare ogni tre giorni per sei settimane richiede di ricordarsene. Le date di trattamento, l'intervallo di ripetizione del Bt e quali file hai già controllato diventano ingestibili a memoria appena l'orto supera i pochi metri quadrati.

Ortifera serve a questo: registri le piante che hai trapiantato e ricevi ogni settimana le operazioni da fare su ciascuna, comprese le ispezioni ricorrenti nei periodi di rischio. Si comincia gratis, senza carta di credito.

Domande frequenti

Come faccio a capire se è cavolaia o nottua senza vedere l'insetto?

Guarda l'ora del danno e la sua forma. La cavolaia lavora di giorno: i bruchi verdi o giallo-neri restano sulla pagina inferiore della foglia, mangiano il lembo fra le nervature e lasciano una foglia scheletrizzata con le nervature intatte, insieme a escrementi verdi tondeggianti ben visibili. La nottua lavora di notte: di giorno non trovi nulla sulla pianta, il bruco grigio-bruno sta arrotolato nei primi due-tre centimetri di terreno vicino al colletto, e il danno è a fori larghi e irregolari o, nei casi peggiori, un taglio netto del fusto alla base con la piantina coricata al mattino. Se al mattino trovi una piantina reclinata e integra, è nottua terricola; se trovi foglie ridotte a merletto con la pianta in piedi, è cavolaia.

Il Bacillus thuringiensis funziona anche sulle nottue?

Sì, ma solo sul ceppo giusto e solo se il bruco lo ingerisce. Il Bacillus thuringiensis kurstaki agisce su entrambi i lepidotteri, cavolaia e nottue fogliari, perché entrambe sono larve di farfalla che mangiano la foglia trattata. Perde però efficacia sulle nottue terricole, che vivono nel terreno e rosicchiano il colletto senza consumare superficie fogliare trattata: lì servono la raccolta manuale serale, i collarini di cartone attorno al fusto e la lavorazione superficiale del terreno. Il prodotto va distribuito la sera, bagnando bene la pagina inferiore, ed è attivo pochi giorni perché la luce solare lo degrada.

La rete anti-insetto vale la spesa su pochi metri quadrati?

Su un orto domestico è la misura con il miglior rapporto fra costo e risultato, a patto di installarla nel momento giusto. Una rete a maglia 0,8 millimetri stesa su archetti subito dopo il trapianto, sigillata ai bordi con terra o assi, azzera le ovideposizioni di cavolaia e la maggior parte delle nottue: senza uova non c'è nulla da combattere dopo. Installata invece su piante già infestate, chiude i bruchi dentro e peggiora la situazione. Prima di coprire, controlla foglia per foglia e schiaccia le ovature. Il costo si ammortizza in due o tre stagioni perché la rete si riutilizza.

Ho trovato piccoli fori tondi e regolari sulle foglie appena trapiantate: è cavolaia?

No, quel danno è tipico dell'altica, un piccolo coleottero saltatore nero o bronzeo di due-tre millimetri. Fa fori tondi, numerosi e piccoli, che danno alla foglia un aspetto crivellato, e salta via appena avvicini la mano. Sulle piante adulte è un problema estetico; sulle piantine appena trapiantate, con quattro-sei foglie, può compromettere la ripresa perché toglie superficie fotosintetica proprio quando serve. Si controlla mantenendo il terreno umido in superficie, che l'altica detesta, e con la stessa rete anti-insetto usata contro la cavolaia.

Quanti bruchi devo trovare prima di trattare?

Su piantine appena trapiantate con meno di sei foglie vere la soglia è bassissima: due-tre bruchi per pianta giustificano già un intervento, perché ogni foglia persa in questa fase ritarda la formazione della testa. Su piante adulte con quindici o venti foglie, l'orto domestico tollera bene una presenza limitata e conviene limitarsi alla raccolta manuale e alla rimozione delle ovature, intervenendo con Bacillus solo se trovi più di cinque-sei bruchi per pianta o se la defogliazione supera grossomodo un quinto dell'apparato fogliare.