Concimazione dell'orto: quale concime, quanto e quando usarlo
La concimazione è la voce su cui l'orto familiare sbaglia di più, quasi sempre per eccesso. Questa guida distingue ammendanti e concimi, spiega come leggere un'etichetta NPK, dà dosi verificabili al metro quadro e un calendario di distribuzione per le colture principali.

Perché quasi tutti concimano male
Nell'orto familiare la concimazione è la pratica su cui si spende più denaro con il minor ritorno misurabile. La ragione è strutturale: l'ortolano hobbista non conosce la dotazione del proprio terreno, quindi concima "per sicurezza", e il concime è economico rispetto alla delusione di un raccolto scarso. Il risultato tipico, dopo cinque o sei stagioni, è un terreno con sostanza organica accettabile, fosforo in eccesso rispetto a qualsiasi fabbisogno colturale, potassio variabile e azoto gestito in modo caotico.
L'eccesso non è neutro. Un terreno sovraconcimato produce piante con crescita vegetativa esuberante, tessuti teneri e ricchi di azoto solubile, quindi più appetibili per afidi e più permeabili a peronospora e oidio. Sul pomodoro un eccesso di azoto in fioritura si traduce in cascola dei fiori e in ritardo di maturazione; sulle brassiche produce foglie grandi e teste molli; sulle radici causa fittoni biforcati e polposi. È un caso raro in agronomia in cui fare di più produce direttamente un danno.
Questa guida imposta la concimazione come una sequenza di decisioni verificabili: capire cosa serve al terreno, capire cosa serve alla coltura, scegliere il prodotto adatto e distribuirlo nella dose corretta al momento corretto.
Prima decisione: nutrire il terreno o nutrire la pianta
La distinzione fra ammendante e concime è la più importante e la più trascurata.
L'ammendante ha come bersaglio il suolo. Compost maturo, letame ben umificato, cippato compostato, sovescio interrato: apportano carbonio organico, alimentano la microflora, migliorano la struttura in aggregati e aumentano la capacità di trattenere acqua e nutrienti. Il loro contributo nutritivo esiste ma è lento e diluito nel tempo, perché passa dalla mineralizzazione operata dai microrganismi, che a sua volta dipende da temperatura e umidità.
Il concime ha come bersaglio la pianta. Apporta elementi in forma assimilabile, in tempi che vanno da poche ore (fertirrigazione con sali solubili) a poche settimane (organici pellettati). Serve a coprire un fabbisogno preciso in un momento preciso del ciclo.
La conseguenza operativa è netta: un orto si costruisce con gli ammendanti e si rifinisce con i concimi. Chi salta la parte ammendante e compensa con concime finisce a inseguire carenze ogni anno su un terreno che si impoverisce di struttura, perché nessun formulato NPK ricostruisce la sostanza organica persa.
Quanta sostanza organica serve davvero
Nei suoli agrari italiani il tenore di sostanza organica si colloca frequentemente fra l'1 e il 2%, valori bassi per un orto intensivo. L'obiettivo ragionevole per un orto familiare è il 3-4%. Ogni punto percentuale in più su uno strato di 20 cm corrisponde, in prima approssimazione, a circa 26 kg di sostanza organica per metro quadro, che considerando le perdite per mineralizzazione richiede più stagioni di apporti per essere raggiunto. È la ragione per cui il compost va inteso come pratica annuale continuativa e non come intervento straordinario: si mantiene un equilibrio, non si fa un versamento una tantum.
Seconda decisione: leggere l'etichetta
Ogni concime in commercio riporta tre numeri, sempre nello stesso ordine.
| Sigla | Elemento | Espresso come | Funzione principale |
|---|---|---|---|
| N | Azoto | N elementare | Crescita vegetativa, foglie, fusti |
| P | Fosforo | P₂O₅ (anidride fosforica) | Radicazione, fioritura, allegagione |
| K | Potassio | K₂O (ossido di potassio) | Qualità del frutto, resistenza a stress e patogeni |
Il dettaglio che cambia i conti: fosforo e potassio non sono espressi in forma elementare ma come ossidi. Per passare da P₂O₅ a fosforo elementare si moltiplica per 0,44; per passare da K₂O a potassio elementare si moltiplica per 0,83. Chi confronta un'analisi del terreno espressa in ppm di P assimilabile con l'etichetta di un sacco espressa in P₂O₅ sta confrontando due unità diverse.
Sotto i tre numeri principali l'etichetta riporta anche gli elementi secondari — calcio, magnesio, zolfo — e i microelementi (ferro, manganese, boro, zinco, rame, molibdeno). Nell'orto domestico i microelementi raramente sono carenti in senso assoluto: molto più spesso sono presenti ma non assimilabili per pH inadeguato. Comprare un correttore di microelementi senza conoscere il pH è quasi sempre denaro speso male.
Il calcolo della dose in tre passaggi
- Determinare il fabbisogno della coltura, espresso in grammi di elemento per metro quadro (tabella nel capitolo successivo).
- Sottrarre l'apporto dell'ammendante. Un compost maturo di buona qualità titola indicativamente 1-1,5% di azoto sul secco, di cui una frazione limitata — nell'ordine del 10-15% nel primo anno — si mineralizza nella stagione in corso. Con 4 kg/m² di compost si stimano quindi circa 5-8 g/m² di azoto totale, di cui poco meno di 1 g/m² effettivamente disponibile subito, e il resto rilasciato negli anni successivi.
- Convertire il fabbisogno residuo in prodotto commerciale, dividendo per il titolo. Fabbisogno residuo 8 g/m² di azoto con un concime al 7% di N: 8 ÷ 0,07 = 114 g/m² di prodotto.
Questo terzo passaggio è quello che manca nella pratica corrente, dove si distribuisce "una manciata a pianta". Una manciata di pollina pellettata pesa fra 40 e 60 g e su una pianta di pomodoro in vegetazione può essere ragionevole; la stessa manciata su una lattuga, che occupa un quarto dello spazio e ha un ciclo di 50 giorni, è una dose tripla rispetto al necessario, con accumulo di nitrati nelle foglie.
Terza decisione: cosa chiede la coltura
Le colture orticole non hanno tutte lo stesso appetito né lo stesso profilo. La classificazione operativa più utile in orto familiare è per esigenza nutritiva complessiva, perché coincide con l'organizzazione dei gruppi nella rotazione.
| Gruppo | Colture | Asportazione indicativa N-P₂O₅-K₂O (g/m²) | Impostazione |
|---|---|---|---|
| Molto esigenti | Pomodoro, peperone, melanzana, zucca, zucchina, cavoli | 12-20 · 5-8 · 18-30 | Compost in fondo + copertura potassica in produzione |
| Mediamente esigenti | Insalate, bietola, spinacio, sedano, porro, cetriolo | 8-12 · 3-5 · 10-15 | Compost in fondo, azoto frazionato in copertura |
| Poco esigenti | Carota, ravanello, rapa, cipolla, aglio | 5-8 · 3-4 · 8-12 | Solo residuo della coltura precedente, niente azoto fresco |
| Miglioratrici | Fagiolo, fagiolino, pisello, fava | Nessun apporto azotato | Eventuale solo fosforo-potassio se il terreno è povero |
I valori sono asportazioni per una resa media di orto familiare e vanno letti come ordine di grandezza, non come prescrizione. Il dato utile è il rapporto fra i tre elementi, più della cifra assoluta: le colture da frutto chiedono più potassio che azoto, le colture da foglia il contrario, le colture da radice temono l'azoto in eccesso più di quanto temano la carenza.
Il caso specifico delle leguminose
Fagioli, fagiolini, piselli e fave in simbiosi con i rizobi fissano azoto atmosferico e non vanno concimate con azoto. Una concimazione azotata su leguminosa produce un effetto controintuitivo ma documentato: la pianta, trovando azoto minerale disponibile, riduce l'investimento nella nodulazione radicale. Il risultato è vegetazione abbondante, fioritura tardiva, meno baccelli e nessun beneficio residuo per la coltura successiva.
Quarta decisione: quale prodotto
Compost maturo
È la base. Un compost pronto è scuro, sbriciolabile, con odore di sottobosco e temperatura ambiente al cuore del cumulo. Se scalda ancora, se si riconoscono i materiali di partenza o se ha odore acido o ammoniacale, non è maturo e va lasciato riposare. Dose di mantenimento 3-5 kg/m² all'anno, incorporato nei primi 10-15 cm. Non va interrato in profondità: la mineralizzazione è un processo aerobico e sotto i 25 cm rallenta fino a produrre fermentazioni anaerobiche.
Letame bovino o equino maturo
Apporto simile al compost, con maggiore contenuto di potassio nel letame equino e maggiore stabilità nel bovino. Va distribuito in autunno o comunque almeno 2-3 mesi prima del trapianto. Il letame pellettato in sacco è comodo e igienizzato, ma è un prodotto concentrato: la dose corretta è nell'ordine di 200-400 g/m², non i chilogrammi del letame fresco.
Pollina pellettata
Concime organico azotato rapido, titoli tipici intorno a 4-3-3. È il prodotto più usato negli orti familiari e il più frequentemente sovradosato. Dose ragionevole in copertura: 60-100 g/m² per colture mediamente esigenti, distribuita in due o tre passaggi. Ha un forte effetto acidificante temporaneo e un odore che nei giorni successivi alla distribuzione attira animali domestici: va sempre incorporata superficialmente e irrigata subito dopo.
Cornunghia e panelli vegetali
La cornunghia (corno macinato, circa 12-14% di N) rilascia azoto in modo molto lento, su 3-6 mesi, ed è adatta alla concimazione di fondo di colture a ciclo lungo come pomodoro, cavoli, carciofo. I panelli vegetali (ricino, soia, neem) hanno titoli intermedi e mineralizzazione più rapida della cornunghia. Entrambi sono prodotti costosi per unità di azoto: hanno senso su superfici piccole, dove il costo assoluto resta contenuto.
Cenere di legna
Fonte di potassio e calcio, non di azoto. Titolo indicativo 0-2-5, molto variabile con l'essenza bruciata. Ha un forte effetto alcalinizzante, quindi va esclusa su terreni con pH già superiore a 7,2 e su colture acidofile. Dose massima ragionevole: 100-150 g/m² all'anno. L'errore comune è distribuirla a manate durante l'inverno su tutto l'orto: si innalza il pH, si blocca l'assimilazione del ferro e si crea antagonismo fra potassio e calcio da un lato e magnesio dall'altro.
Concimi minerali
Utili per interventi mirati. Il solfato di potassio (0-0-50) copre un fabbisogno potassico in fase di ingrossamento dei frutti senza apportare cloro, mal tollerato da pomodoro e fragola. Il nitrato di calcio (15,5-0-0 con 26% di CaO) è il prodotto di riferimento per un intervento rapido su colture in stress. Il perfosfato è raramente necessario in orti concimati da anni con letame o compost, perché il fosforo tende ad accumularsi. Vanno usati in dosi basse, con la bilancia, e mai su terreno asciutto senza irrigazione successiva.
Quinta decisione: quando distribuire
Concimazione di fondo
Si effettua alla preparazione del terreno, prima di semina o trapianto. È il momento degli ammendanti e degli organici a lenta cessione, che hanno bisogno di tempo per mineralizzare. Nella pratica: compost o letame maturo, eventuale cornunghia per le colture a ciclo lungo, eventuale correzione di pH con calce agricola nei terreni acidi (in autunno, mai insieme al letame perché la reazione libera ammoniaca).
Concimazione di copertura
Si effettua a coltura in atto, per accompagnare le fasi di maggiore richiesta. Le due regole operative sono frazionare e irrigare. Una dose unica abbondante produce un picco di disponibilità che la pianta non riesce a utilizzare integralmente e che in parte viene dilavata sotto la zona radicale; tre dosi da un terzo, distanziate di 15-20 giorni, coprono il fabbisogno con perdite molto minori.
Il calendario delle fasi critiche
| Coltura | Fase | Intervento |
|---|---|---|
| Pomodoro | Trapianto | Compost in buca, niente azoto minerale |
| Pomodoro | Allegagione 2° palco | Prima copertura potassica |
| Pomodoro | Piena produzione | Copertura ogni 15-20 giorni fino a inizio agosto |
| Zucchina | Prima raccolta | Copertura azotata leggera, ripetuta ogni 20 giorni |
| Cavoli | 3 settimane dal trapianto | Prima copertura azotata |
| Cavoli | Inizio formazione testa | Seconda copertura, poi stop |
| Insalate | 10-15 giorni dal trapianto | Unica copertura leggera, mai vicino alla raccolta |
| Cipolla e aglio | Ripresa vegetativa | Solo potassio, nessun azoto dopo la fase di ingrossamento |
| Carota | Nessuna | Sfrutta il residuo della coltura precedente |
L'ultima riga vale come principio generale: in rotazione, la coltura poco esigente non si concima, si colloca dopo una coltura molto esigente e utilizza ciò che resta. È il modo più semplice per ridurre l'acquisto di concime senza perdere resa.
Il limite di fine stagione
Su tutte le colture da frutto la concimazione azotata va sospesa quando la pianta entra nella fase di maturazione finale. Azoto tardivo significa nuova vegetazione che la pianta non ha più tempo di portare a frutto, tessuti teneri esposti alle malattie autunnali e frutti con conservabilità ridotta. Sul pomodoro il riferimento pratico è la cimatura: quando si ferma la pianta si ferma anche l'azoto.
Riconoscere le carenze senza indovinare
La diagnosi visiva è affidabile solo se si osserva dove compare il sintomo. Gli elementi mobili nel floema (azoto, fosforo, potassio, magnesio) vengono traslocati dalle foglie vecchie a quelle giovani quando scarseggiano: il sintomo compare in basso. Gli elementi immobili (calcio, ferro, boro, manganese) restano dove sono arrivati: il sintomo compare in alto, sui tessuti nuovi.
| Sintomo | Posizione | Elemento probabile | Verifica prima di intervenire |
|---|---|---|---|
| Ingiallimento uniforme | Foglie basali | Azoto | Escludere ristagno idrico e apparato radicale compromesso |
| Foglie piccole, colore cupo, sfumature violacee | Foglie basali | Fosforo | Frequente da freddo su terreno umido: spesso rientra da solo |
| Margine fogliare bruciato e accartocciato | Foglie basali | Potassio | Escludere salinità e stress idrico, che danno lo stesso quadro |
| Ingiallimento fra le nervature, nervature verdi | Foglie basali e mediane | Magnesio | Verificare eccesso di potassio, che ne blocca l'assorbimento |
| Ingiallimento fra le nervature | Foglie apicali | Ferro | Misurare il pH: sopra 7,5 il ferro c'è ma non è assimilabile |
| Apice del frutto necrotico e coriaceo | Frutti | Calcio localizzato | Non è carenza da terreno: è irrigazione irregolare |
| Apice vegetativo deformato, fusti cavi | Cima della pianta | Boro | Carenza reale rara; intervenire solo con analisi |
Le ultime due righe meritano attenzione perché sono le più fraintese. Il marciume apicale del pomodoro non si risolve aggiungendo calcio al terreno, dove è quasi sempre abbondante: si risolve rendendo regolare l'irrigazione, perché il calcio si muove solo con il flusso di traspirazione. Il boro, allo stesso modo, ha una finestra strettissima fra carenza e tossicità: un intervento a stima produce danni più gravi della carenza che intendeva correggere.
Il pH: il moltiplicatore che tutti dimenticano
Il pH del terreno non è un nutriente, ma determina quanto dei nutrienti presenti è effettivamente assimilabile. L'intervallo ottimale per la maggior parte degli ortaggi è 6,0-7,0. Sopra 7,5 diminuisce la disponibilità di ferro, manganese, zinco e fosforo; sotto 5,5 diminuiscono calcio, magnesio e molibdeno e aumenta la solubilità di alluminio e manganese fino a livelli tossici.
Le conseguenze pratiche sono immediate. Su un terreno calcareo con pH 8, concimare con ferro in forma di solfato è inutile perché precipita in poche ore: serve un chelato stabile a pH alto (Fe-EDDHA), oppure — soluzione più duratura — si abbassa localmente il pH con sostanza organica acidificante e si accetta che il problema si gestisce, non si elimina. Su un terreno acido con pH 5,3 nessun concime NPK compensa il blocco: si corregge con calce agricola in autunno, in dose calibrata sulla tessitura (indicativamente 100-200 g/m² su terreno sciolto, fino a 400 g/m² su argilloso), e si rimisura l'anno successivo.
Un misuratore di pH da terreno di qualità accettabile costa una ventina di euro. È l'acquisto con il miglior rapporto fra costo e informazione ottenuta di tutta l'attrezzatura da orto.
Concimazione in vaso e in balcone
Il vaso cambia le regole per due motivi. Il volume esplorabile dalle radici è limitato, quindi la riserva nutritiva si esaurisce in fretta; e ogni irrigazione che percola dal foro di scarico porta via sali solubili. In un contenitore da 30-40 litri con un pomodoro in piena produzione, la dotazione iniziale del terriccio si esaurisce indicativamente in 30-45 giorni.
L'impostazione corretta prevede un terriccio di partenza già ammendato con compost (20-30% in volume), un concime organico a lenta cessione miscelato al substrato in fase di invaso, e poi fertirrigazione a bassa concentrazione con frequenza settimanale a partire dall'allegagione. La regola di dosaggio è dimezzare la dose indicata in etichetta e raddoppiare la frequenza: si mantiene una disponibilità costante evitando i picchi salini, che in vaso sono molto più dannosi che in piena terra.
Un segnale di allarme specifico del vaso è la crosta biancastra sulla superficie del substrato o sul bordo esterno del contenitore in terracotta: è accumulo di sali. Si corregge con un dilavamento abbondante — un volume d'acqua pari a due o tre volte il volume del vaso, fatto scorrere lentamente — e riducendo la concentrazione dei successivi interventi.
Protocollo operativo Ortifera
Una sequenza annuale applicabile a un orto familiare di 30-60 m², da adattare alla propria zona.
Autunno (ottobre-novembre). Distribuzione di letame maturo o compost, 3-5 kg/m², incorporato superficialmente. Eventuale correzione del pH con calce agricola su terreni acidi, tenuta separata dal letame di almeno un mese. Semina del sovescio (favino, veccia, senape) sulle aiuole che resteranno libere.
Fine inverno (febbraio-marzo). Interramento del sovescio almeno 3-4 settimane prima del trapianto, quando la biomassa è ancora verde. Nessun concime azotato in questa fase: il suolo è freddo, la mineralizzazione è ferma e l'azoto distribuito ora viene in larga parte dilavato dalle piogge.
Trapianto (aprile-maggio). Compost in buca per le colture molto esigenti. Cornunghia solo per pomodoro, peperone, melanzana e cavoli, 40-60 g/m². Nessun azoto minerale.
Piena stagione (giugno-agosto). Coperture frazionate secondo il calendario delle fasi critiche, sempre su terreno umido e seguite da irrigazione. Sospensione dell'azoto sulle colture da frutto quando inizia la maturazione finale.
Fine ciclo (settembre-ottobre). Nessuna concimazione sulle colture in chiusura. Si riparte dagli ammendanti per la stagione successiva.
Ogni 4-5 anni. Analisi di laboratorio con tessitura, pH, sostanza organica, fosforo e potassio assimilabili, calcare attivo. È il documento che consente di smettere di concimare a stima.
Gli errori che costano di più
Concimare una pianta che soffre per altro. Radici in asfissia, terreno compattato, marciume del colletto o attacco radicale producono sintomi fogliari identici a una carenza. Il concime in quel caso aggrava, perché aumenta la concentrazione salina attorno a radici già compromesse. Prima si scava con delicatezza e si guarda l'apparato radicale.
Distribuire su terreno asciutto. Senza acqua non c'è assorbimento, e i granuli a contatto con radici superficiali in terreno secco causano ustioni. Si concima su terreno umido e si irriga subito dopo.
Usare lo stesso formulato tutto l'anno. Un concime equilibrato tipo 10-10-10 non ha il profilo adatto a nessuna fase specifica: è azoto in eccesso in produzione e fosforo accumulato ogni anno.
Sostituire la rotazione con la concimazione. Nessun apporto nutritivo compensa l'accumulo di patogeni tellurici in monosuccessione. Concimazione e rotazione risolvono problemi diversi e servono entrambe.
Confondere il vigore con la salute. Una pianta molto verde e molto grande in luglio, con pochi frutti, non è una pianta ben nutrita: è una pianta con troppo azoto.
Fonti
- CREA — Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, linee guida per la fertilizzazione delle colture orticole.
- Disciplinari di produzione integrata regionali (Emilia-Romagna, Veneto, Toscana), sezioni relative alla fertilizzazione delle colture orticole e ai massimali di azoto.
- Direttiva 91/676/CEE (Direttiva Nitrati) e relativi programmi d'azione regionali, per i criteri di frazionamento e i limiti di apporto azotato.
- Società Italiana di Scienza del Suolo, materiali divulgativi su sostanza organica e fertilità.
Per la pianificazione delle aiuole: rotazione delle colture nell'orto. Per produrre in proprio l'ammendante di base: compost fai da te. Per la gestione dell'acqua, che determina l'efficacia di qualsiasi concimazione: impianto di irrigazione a goccia fai da te.
Se vuoi tenere traccia di cosa hai distribuito e quando, su ogni singola pianta, puoi organizzare le tue colture su Ortifera: le attività di concimazione compaiono nel calendario insieme a semina, trapianto e raccolta, e restano registrate nel diario dell'orto.
Domande frequenti
Qual è la differenza fra concime e ammendante?
Il concime apporta elementi nutritivi in forma prontamente o gradualmente disponibile per la pianta: la sua funzione è nutrire la coltura in corso. L'ammendante — compost, letame maturo, torba, cippato compostato — apporta soprattutto sostanza organica: migliora struttura, capacità di ritenzione idrica e attività biologica del suolo, e rilascia nutrienti lentamente e in quantità modeste. In un orto familiare la base è sempre l'ammendante; il concime interviene solo dove serve a coprire un fabbisogno specifico durante il ciclo colturale.
Quanto compost serve per metro quadro?
Su un orto già coltivato e in condizioni normali si usano 3-5 kg di compost maturo per metro quadro all'anno, distribuiti in preparazione del terreno e incorporati nei primi 10-15 cm. Su un terreno povero o di nuovo impianto si può salire a 8-10 kg/m² il primo anno, poi si torna alla dose di mantenimento. Salire oltre non produce piante migliori: accumula fosforo e sali, e nelle colture da frutto favorisce sviluppo vegetativo a scapito dell'allegagione.
Cosa significano i tre numeri sul sacco, per esempio 7-3-9?
Sono le percentuali in peso dei tre macroelementi, sempre nello stesso ordine: azoto (N), anidride fosforica (P₂O₅), ossido di potassio (K₂O). Un 7-3-9 contiene 7 kg di azoto, 3 kg di fosforo espresso come P₂O₅ e 9 kg di potassio espresso come K₂O ogni 100 kg di prodotto. Da qui si calcola la dose: se una coltura richiede circa 8 g di azoto per metro quadro, con quel formulato servono circa 115 g/m² di prodotto.
Il letame fresco si può usare nell'orto?
Non sulle colture in atto e non prima del trapianto. Il letame fresco ha un rapporto carbonio/azoto sfavorevole, contiene ammoniaca libera che ustiona radici e semi, e può veicolare semi di infestanti e patogeni fecali su ortaggi consumati crudi. Va maturato almeno 6-8 mesi, oppure distribuito in autunno su terreno che resterà scoperto o coltivato a sovescio, con il trapianto rimandato alla primavera successiva.
Le foglie gialle vogliono sempre dire che manca azoto?
No, ed è uno degli errori più costosi. L'ingiallimento da carenza di azoto parte dalle foglie basali, è uniforme e progredisce verso l'alto, perché l'azoto è mobile e la pianta lo trasloca verso i tessuti giovani. Se invece ingialliscono le foglie apicali con le nervature che restano verdi, il quadro è di carenza di ferro o manganese, spesso indotta da pH alto o da ristagno idrico, e aggiungere azoto peggiora la situazione. Prima di concimare va verificato che il terreno non sia asfittico o troppo bagnato.
Serve l'analisi del terreno per un orto familiare?
Non è indispensabile ogni anno, ma un'analisi di base — tessitura, pH, sostanza organica, fosforo e potassio assimilabili — fatta una volta ogni 4-5 anni costa poche decine di euro presso un laboratorio agrario e cambia radicalmente la precisione della concimazione. Negli orti familiari che concimano da anni a stima, il risultato più frequente è un eccesso di fosforo accumulato, cioè anni di concime comprato senza alcun effetto sulla resa.
Concime organico o minerale: quale è meglio per l'orto di casa?
Sono strumenti con tempi diversi, non due filosofie in competizione. Gli organici (pollina pellettata, cornunghia, panelli vegetali) rilasciano gradualmente per mineralizzazione, dipendono dalla temperatura del suolo e sono adatti alla fertilizzazione di fondo. I minerali sono immediatamente disponibili e servono a correggere una carenza già visibile durante il ciclo. In un orto domestico la struttura corretta è: base organica sempre, minerale solo come intervento mirato e in dose bassa.
