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Conservare le verdure dell'orto per l'inverno: cipolle, patate, aglio, zucche e carote

Tra settembre e ottobre l'orto consegna il raccolto più prezioso dell'anno: quello che deve durare fino a primavera. Cipolle, patate, aglio, zucche, carote, cavoli: ognuna di queste verdure ha una sua temperatura, una sua umidità e un suo nemico specifico. Chi le conserva bene mangia il proprio orto per sei mesi; chi improvvisa, a dicembre butta via cassette di muffa. Questa è la guida operativa completa: le coppie temperatura-umidità giuste per ogni ortaggio, l'asciugatura che fa la differenza, e cosa fare davvero quando non hai la cantina.

Ripiani in legno di una cantina con cipolle intrecciate appese, zucche, patate in cassette di legno e aglio, luce calda

Il raccolto che dura sei mesi

A settembre l'orto fa il suo regalo più grande e meno celebrato: non i pomodori dell'estate, ma le verdure che — trattate bene — ti portano a primavera. Cipolle raccolte a luglio e ormai asciutte, patate scavate ad agosto, aglio appeso da mesi, zucche che stacchi a settembre, carote e rape che restano in terra finché ti serve.

La conservazione domestica è una tecnica semplice ma pignola: bastano tre parametri — temperatura, umidità, luce — e una regola d'oro: ogni ortaggio ha il suo punto giusto, e quello giusto per uno è sbagliato per l'altro. La patata vuole freddo e buio, la zucca vuole fresco e asciutto, la cipolla vuole secco e ventilato. Chi mette tutto nella stessa stanza perde qualcosa.

Questa guida mette in ordine, ortaggio per ortaggio, cosa serve davvero: i numeri esatti, la preparazione prima dello stoccaggio, i contenitori giusti, gli errori che rovinano intere cassette e le soluzioni per chi vive in appartamento senza cantina.

I tre parametri che decidono tutto

Prima dei singoli ortaggi, i fondamentali. La conservazione di una verdura raccolta è una gara contro tre processi: la respirazione (che consuma gli zuccheri e la secca), la traspirazione (che la fa avvizzire) e i microrganismi (muffe e marciumi).

  • Temperatura. Più è bassa, più la respirazione rallenta — ma ogni ortaggio ha un limite sotto il quale subisce danni da freddo. Le patate sotto i 4°C diventano dolci; le zucche sotto i 10°C si macchiano e marciumo; le cipolle sopra i 10°C ricominciano a germogliare.
  • Umidità relativa. Radici e tuberi (carote, rape, patate) vogliono 85-95% per non disidratarsi. Bulbi (cipolle, aglio) vogliono 65-75%: sopra, marciumo; la zucca sta in mezzo, 50-75%.
  • Luce. Il buio è quasi sempre un vantaggio: blocca la germogliazione di patate, cipolle e aglio ed evita l'inverdimento tossico delle patate. L'unica eccezione pratica sono le zucche, che tollerano la luce indiretta senza problemi.

A questi si aggiunge la ventilazione: aria ferma e satura di umidità è l'incubatrice perfetta per Botrytis e Fusarium. Una cantina sana ha un ricambio d'aria minimo ma costante.

Preparazione: il passaggio che tutti saltano

Nessuna verdura mal preparata si conserva bene, qualunque sia la stanza. La preparazione corretta:

Raccolta nel giorno giusto. Mai raccogliere con terreno bagnato o pioggia nelle 24-48 ore precedenti: l'acqua superficiale porta i marciumi dentro il magazzino. Per cipolle, aglio e patate aspetta 2-3 giorni asciutti dopo l'ultima pioggia o irrigazione.

Selezione spietata. Si conserva solo ciò che è perfetto: niente ammaccature, tagli da forca, punture di insetto, macchie di malattia, frutti con picciolo spezzato. Un tubero marcio in una cassetta ne contamina dieci. Tutto ciò che è danneggiato va in cucina nei primi giorni, non nel magazzino.

Asciugatura e "cura". È il passaggio decisivo:

  • Cipolle e aglio: asciugatura all'aria per 2-4 settimane, finché le foglie sono completamente secche e il colletto è chiuso e cartaceo. Al Nord, dove settembre è umido, meglio sotto una tettoia ventilata che in pieno sole dopo i primi giorni.
  • Patate: 1-2 settimane in luogo buio, fresco (10-15°C) e ventilato, distese in strato unico. In questo periodo la buccia si ispessisce e le piccole ferite si suberizzano: è la "cura" che raddoppia la durata.
  • Zucche: raccolta con 5-8 cm di picciolo, poi 10-15 giorni di "stagionatura" a 20-25°C in luogo asciutto (una veranda va benissimo). La buccia indurisce e le microlesioni si sigillano.
  • Carote e radici: niente asciugatura — vanno conservate subito, senza lavarle, solo con la terra grossolana tolta a mano. Il lavaggio rimuove lo strato protettivo e apre la strada ai marciumi.

Ortaggio per ortaggio: temperatura, umidità, durata

Cipolle

  • Condizioni: 0-4°C ideali (fino a 10°C accettabili), umidità 65-75%, buio, ventilazione ottima.
  • Durata: 4-8 mesi a seconda della varietà (le rosse di Tropea e le dorate da conservazione durano di più; le bianche dolci molto meno, 2-3 mesi).
  • Contenitore: reti appese, trecce, cassette forate in strato sottile. Mai sacchi chiusi né plastica.
  • Errori tipici: stoccare con colletto umido, ambiente troppo umido (marciume del colletto), vicinanza con patate (entrambe si rovinano a vicenda: le patate cedono umidità, le cipolle accelerano la germogliazione delle patate).

Aglio

  • Condizioni: come le cipolle ma ancora più resistente all'asciutto: 0-10°C, umidità 60-70%. Le varietà da conservazione (bianco piacentino, rosso di Sulmona) durano 6-9 mesi.
  • Nota: sopra i 15-18°C l'aglio germoglia presto; in frigorifero invece germoglia appena torna al caldo. Trecce appese in luogo fresco restano il metodo migliore.

Patate

  • Condizioni: 4-8°C (uso domestico), umidità 85-90%, buio assoluto, ventilazione minima.
  • Durata: 4-6 mesi per le varietà a pasta gialla da conservazione; le novelle non si conservano, vanno mangiate in settimane.
  • Contenitore: cassette di legno o sacchi di juta/carta, mai plastica chiusa. Strato massimo 20-30 cm: sotto il loro stesso peso i tuberi in fondo si ammaccano.
  • Errori tipici: luce (inverdimento e solanina), frigorifero (dolcificazione), controlli mancanti (un tubero marcio contagia la cassetta), conservazione insieme a mele: l'etilene delle mele è dibattuto come anti-germogliante, ma nella pratica domestica l'odore si trasferisce — meglio separare.

Zucche

  • Condizioni: 10-15°C, umidità 50-70%, ventilazione, niente gelo. È l'unica che sta bene in casa, non in cantina fredda.
  • Durata: 3-7 mesi secondo varietà; controlla mensilmente.
  • Errori tipici: raccolta senza picciolo o con picciolo rotto (porta d'ingresso dei marciumi), appoggio diretto su cemento freddo e umido (usa tavole di legno o cartone), zucche ammaccate messe in magazzino, stoccaggio sotto i 8-10°C.

Carote, rape, rape rosse, pastinache

  • Condizioni: 0-4°C, umidità 90-95%, buio. Sono le più esigenti sull'umidità: sotto l'85% diventano gommose in poche settimane.
  • Metodo: in sabbia, a strati, in cassetta (procedura nelle FAQ), oppure in sacchetti forati in frigorifero per quantità piccole. La sabbia mantiene l'umidità giusta senza bagnare.
  • Alternativa sul campo: nelle zone con inverni miti (Centro-Sud, coste) le carote restano in terra sotto paglia o pacciamatura spessa e si raccolgono all'occorrenza fino a gennaio; al Nord il gelo rende il metodo rischioso oltre novembre.

Cavoli e verze

  • Condizioni: 0-2°C, umidità 90-95%. In pratica domestica: la parte più fredda del garage o del balcone riparato, avvolti in carta di giornale.
  • Durata: 1-3 mesi per le verze compatte; i cavoli cappuccio tardivi ben chiusi arrivano a 3-4 mesi. La fermentazione (crauti) resta il metodo più lungo e più sicuro per le eccedenze.

Porri, sedano rapa, finocchi tardivi

La strada più semplice è la conservazione in campo: restano in terra e si raccolgono al bisogno finché il gelo lo permette. Porri e sedano rapa tollerano qualche grado sotto zero se il terreno non gela in profondità; una pacciamatura di paglia da 15-20 cm estende la finestra di settimane. In magazzino durano invece poco: 2-4 settimane a 0-2°C.

La tabella operativa

OrtaggioTemperaturaUmiditàLuceDurata tipica
Cipolle0-10 °C65-75%buio4-8 mesi
Aglio0-10 °C60-70%buio6-9 mesi
Patate4-8 °C85-90%buio assoluto4-6 mesi
Zucche10-15 °C50-70%indifferente3-7 mesi
Carote/rape0-4 °C90-95%buio4-5 mesi (in sabbia)
Cavoli/verze0-2 °C90-95%buio1-4 mesi
Porri/sedano rapain campo o 0-2 °C90%raccolta continua / 2-4 sett.

Tre combinazioni vietate nello stesso angolo: patate con cipolle (si danneggiano a vicenda), patate con zucche (esigenze di temperatura opposte), qualsiasi cosa con frutta che matura (mele e pere emettono etilene e fanno germogliare tuberi e bulbi).

Senza cantina: le soluzioni che funzionano davvero

La cantina fresca, buia e umida è il sogno di ogni ortolano, ma la maggior parte di chi coltiva oggi vive in appartamento. Le alternative reali, in ordine di efficacia:

Garage o box non riscaldato. La soluzione migliore per quasi tutto. Zucche su scaffali di legno, cipolle e aglio in rete appesi, patate in cassetta coperte da un telo scuro per il buio, carote in sabbia. Unico rischio: le ondate di gelo. Un termometro da 10 euro con memoria min/max ti dice se lo spazio scende sotto zero; se succede, una cassetta coibentata con polistirolo risolve per patate e radici.

Balconata esposta a nord. In inverno mite funziona come una cantina naturale per patate e radici in cassetta coibentata e coperta. Attenzione solo al gelo diretto e alla pioggia battente.

Pianerottolo o ripostiglio non riscaldato. Adatto a cipolle, aglio e zucche. Le patate ci sopravvivono ma germogliano prima: controlli più frequenti.

Dentro casa. Solo zucche (che in casa stanno benissimo, anzi meglio che in cantina) e piccole scorte di aglio e cipolle lontano da termosifoni. Le patate in una credenza calda germogliano in 3-4 settimane: non è conservazione, è rinvio.

Il frigorifero. Ha un solo ruolo corretto: quantità piccole di radici in sacchetto forato, cavoli e porri già puliti per consumo entro 2-3 settimane, e le verdure iniziate. Non è un magazzino.

I controlli periodici: il vero segreto

La differenza tra chi conserva fino ad aprile e chi butta tutto a dicembre non è la cantina: è il controllo mensile. Una volta al mese, venti minuti:

  1. Girare e tastare: ogni tubero, bulbo, zucca. Morbido = fuori subito.
  2. Annusare: l'odore dolciastro di marcio si sente prima di vedersi.
  3. Eliminare i germogli da patate e cipolle: la verdura germogliata non è tossica (tranne la patata verde), ma ha consumato le sue riserve e va usata entro giorni.
  4. Controllare la sabbia delle carote: se polverosa, vaporizzare poca acqua; se fradicia, sostituirla.

Annotare la data del controllo sul diario dell'orto sembra pedanteria; in realtà è il modo in cui impari, stagione dopo stagione, quali varietà durano di più nel tuo ambiente — perché la varietà conta quanto il locale: una Butternut e una zucca gialla estiva non sono nemmeno lontanamente paragonabili.

I contenitori giusti (e quelli da evitare)

Il contenitore non è un dettaglio: decide ventilazione, buio e carico meccanico sul raccolto.

  • Cassette di legno: il riferimento per patate e radici. Legno = traspirazione minima e isolamento termico; fessure = ricambio d'aria. Si impilano senza schiacciare il contenuto. Unico limite: assorbono umidità e possono ospitare spore da un anno all'altro — a fine stagione vanno svuotate, spazzolate e fatte asciugare al sole.
  • Cassette di plastica forata: ottime per carote in sabbia e per le verdure che controlli spesso; si lavano e disinfettano facilmente. Evita quelle a pareti piene senza fori.
  • Reti appese (cipolle, aglio): il metodo migliore per i bulbi perché l'aria li avvolge su tutti i lati. Le reti della frutta vanno benissimo; un sacco di rete da 5 kg appeso in un punto ventilato conserva meglio di una cassetta da 20 kg ammucchiata.
  • Sacchi di juta o carta: buoni per patate e cipolle, a patto di non riempirli oltre metà e di non chiuderli.
  • Vietati: sacchi di plastica chiusi, bidoni sigillati, contenitori ermetici. In un contenitore senza scambio d'aria la respirazione delle verdure satura l'umidità in pochi giorni e i marciumi partono anche a temperatura corretta.

Un accorgimento che paga sempre: strati sottili. Quindici centimetri di patate in una cassetta si conservano meglio di quaranta nel bidone: meno peso sui tuberi in basso, meno calore di respirazione intrappolato, controllo visivo più rapido.

Trasformare un angolo di casa in un magazzino funzionante

Se non hai la cantina, il magazzino si costruisce, non si trova. Servono tre cose, tutte economiche:

1. Un termometro con memoria min/max. Costa meno di 15 euro ed è lo strumento più importante della conservazione domestica. Senza sapere quanto scende davvero la temperatura del garage la notte, ogni scelta è un'ipotesi. Posizionalo a ottobre e controlla la minima dopo ogni ondata di freddo: scoprirai che molti garage "freddi" in realtà non scendono mai sotto i 6-8°C — perfetti per le patate — e che molti balconi "riparati" vanno sotto zero più spesso del previsto.

2. Una barriera dal gelo. Il nemico invernale in garage e balconi non è il freddo: è il gelo improvviso. Una cassetta coibentata risolve: pareti in polistirolo da 3-5 cm (si recupera dagli imballaggi), coperchio non sigillato, cassetta interna con il raccolto. All'interno la temperatura oscilla di pochissimo e una notte a -5°C fuori non arriva quasi mai a zero dentro. Su un balcone esposto a nord, questa cassetta sostituisce di fatto la cantina per patate, carote e cavoli.

3. Il buio vero. "Buio" non significa "angolo in ombra": significa nessuna luce diretta né lampadina accesa spesso. Per le patate in garage basta un telo scuro pesante sopra la cassetta, sollevabile per i controlli. L'inverdimento da luce è il difetto di conservazione più comune in assoluto nelle case — ed è interamente prevenibile con un panno.

Il controllo dell'umidità è più semplice di quanto sembri: se nel locale si forma condensa sulle pareti o sugli attrezzi di metallo, è troppo umido per cipolle e aglio (spostali) e va arieggiato nei pomeriggi asciutti. Se invece le carote in cassetta si raggrinziscono in poche settimane, è troppo secco: aggiungi sabbia appena umida o un panno bagnato appeso lontano dal raccolto.

Le varietà giuste: si conserva da giugno, non da ottobre

C'è un'informazione che quasi nessuna guida alla conservazione scrive: la durata invernale di un ortaggio si decide in primavera, scegliendo la varietà. La differenza non è da poco: tra una varietà "fresca" e una "da conservazione" passano mesi di magazzino.

  • Cipolle: le dorate da conservazione e le rosse tardive (semine di febbraio-marzo, raccolta agosto) durano 6-8 mesi; le bianche dolci e le cipolle precoci sono da consumo, 4-8 settimane. Se vuoi cipolle fino a marzo, la scelta si fa al banco sementi.
  • Patate: le varietà a pasta gialla a ciclo tardivo (raccolta luglio-agosto) conservano 4-6 mesi; le novelle e le primizie hanno buccia sottile e vanno mangiate subito. Nella stessa buca, la varietà conta più del terreno.
  • Zucche: Butternut, Delica, Marina di Chioggia, Berrettina: buccia spessa, 4-7 mesi. Le ornamentali e le zucche a polpa acquosa durano poche settimane.
  • Aglio: i rossi tardivi e i bianchi da conservazione superano l'inverno; l'aglio precoce e quello raccolto verde no.
  • Carote e rape: le varietà a radice lunga e tardiva conservano meglio delle tonde precoci.

Quando pianifichi l'orto a primavera, la domanda giusta non è solo "cosa mangio quest'estate" ma "cosa voglio mangiare a febbraio". Un 30% dello spazio dedicato a varietà da conservazione trasforma l'orto da stagionale ad annuale — e questa è una decisione che si prende una volta sola, al momento della semina.

Segnali di degrado: riconoscerli in tempo

Ogni problema di conservazione dà segnali con settimane di anticipo. Imparare a leggerli vale più di qualsiasi temperatura ideale:

  • Odore dolciastro o di cantina "chiusa" appena apri il locale: marciume in corso, trovalo prima di andartene. L'olfatto è il sensore più precoce che hai.
  • Patate mollicce con germogli lunghi e bianchi: troppa luce o troppo caldo. Commestibili solo se sode; quelle avvizzite sono da buttare.
  • Cipolle con colletto morbido o che "pizzicano" tra le dita: marciume del colletto (Botrytis) in arrivo. Isola il bulbo, non rimetterlo in cassetta, e controlla i vicini entro pochi giorni.
  • Zucca con macchia scura infossata o picciolo umido: consumala entro la settimana o trasformala. Non aspettare: la macchia interna è sempre più grande di quella visibile.
  • Carote con peluria bianca sulla superficie: è micelio superficiale, segno di sabbia troppo bagnata o di temperatura troppo alta. Asciuga l'ambiente, non le radici.
  • Gocce di condensa sulle pareti: l'umidità è sopra il limite per i bulbi. Arieggia nelle ore più asciutte.

La regola sanitaria è una sola: un ortaggio marcio tolto il giorno stesso salva la cassetta; lasciato una settimana, la condanna. I marciumi in magazzino non stanno mai fermi.

Quanto spazio e quanto tempo richiede davvero

Due numeri per decidere se il gioco vale la candela.

Spazio. Le scorte invernali di una famiglia di 2-4 persone con orto medio stanno in un metro quadrato: una mensola con 6-8 zucche, due cassette di patate impilate, una rete di cipolle e una di aglio appese, una cassetta di carote in sabbia. Non serve la stanza: serve l'angolo giusto. L'errore tipico dei principianti non è la mancanza di spazio ma la dispersione: un po' in cucina, un po' in garage, un po' sul balcone, con il risultato che nessun punto viene mai controllato bene.

Tempo. La preparazione iniziale (asciugatura, selezione, sistemazione) è il grosso del lavoro: mezza giornata a settembre-ottobre. Il mantenimento è 20-30 minuti al mese per i controlli. In cambio, da novembre ad aprile hai verdure dell'orto a ogni pasto senza seminare, annaffiare o comprare. Rapporto tempo-risultato: è il lavoro più redditizio dell'intero anno orticolo, più della semina e più della raccolta stessa.

L'unica condizione è partire adesso: le cipolle che non hai fatto asciugare bene a settembre non recuperano a novembre, e la zucca raccolta senza picciolo non tornerà intera. La conservazione invernale, come quasi tutto nell'orto, premia chi si muove nel momento giusto — e quel momento è queste settimane.

Cosa fare delle eccedenze che non si conservano

Non tutto va in magazzino. Per pomodori, zucchine, fagiolini, peperoni, erbe aromatiche, il freezer e i vasetti restano più efficienti di qualsiasi stanza fredda: passate, sott'oli, congelamento a pezzi dopo sbollentatura. La regola di allocazione più semplice: conserva in fresco ciò che è nato per durare (bulbi, tuberi, radici, zucche); trasforma tutto il resto. Cercare di tenere fresche le zucchine a ottobre è tempo perso; congelarle a settembre è mezz'ora di lavoro per cene invernali.

  • Stoccare verdure raccolte con pioggia o terra bagnata.
  • Saltare asciugatura e cura per fretta di liberare il campo.
  • Lavare radici e tuberi prima dello stoccaggio.
  • Usare sacchi di plastica chiusi.
  • Mettere tutto nella stessa stanza senza separare le esigenze.
  • Non controllare mai fino a primavera.
  • Tenere in magazzino frutti danneggiati "tanto poi li uso" (non li userai: marciranno e contamineranno).
  • Lasciare le patate alla luce: il verde è solanina, non si cucina via.

Fatto bene, il magazzino d'inverno è la metà silenziosa dell'orto: quella che non si vede nell'orto stesso ma che decide quanto il tuo lavoro estivo vale davvero. Settembre è il mese in cui si costruisce: il resto è solo manutenzione mensile.

Domande frequenti

Si possono conservare le verdure senza cantina?

Sì, per la maggior parte degli ortaggi esistono alternative valide. Un garage non riscaldato ma al riparo dal gelo va bene per zucche (sopra i 10°C), cipolle e aglio in rete appesi al soffitto. Un balcone esposto a nord con cassetta coibentata funziona per patate e carote nelle zone invernali miti. Le patate sono la specie più esigente (2-4°C, buio totale): in città molte famiglie le tengono in un armadio del pianerottolo o in una cassetta coperta con telo scuro sul balcone, controllandole ogni 2 settimane. Le zucche, al contrario, stanno benissimo in casa, anche in soggiorno: 12-15°C e aria secca sono le loro condizioni ideali, quindi il problema del freddo non si pone.

Perché le mie cipolle marciumo a metà inverno?

Nel 90% dei casi la causa è l'asciugatura insufficiente prima dello stoccaggio. La cipolla va stoccata solo quando il colletto (il punto dove le foglie si uniscono al bulbo) è completamente secco, cartaceo e chiuso: se resta anche un piccolo nucleo umido, da lì partono i marciumi del colletto (Botrytis) che in cantina passano da bulbo a bulbo. Altre cause frequenti: raccolta con terreno bagnato, cipolle ammaccate durante la manipolazione, ambiente troppo umido (sopra il 75-80% di umidità relativa), cipolle toccate da pioggia dopo la raccolta e stoccate senza nuova asciugatura.

Le patate si possono tenere in frigorifero?

No. Sotto i 4°C l'amido delle patate si trasforma in zuccheri: i tuberi diventano dolciastri, anneriscono in cottura e in frittura producono più acrilammide. Le patate vogliono 2-4°C solo per lo stoccaggio lunghissimo professionale; per uso domestico l'intervallo pratico è 4-8°C, sempre al buio completo. La luce, anche quella di una lampadina accesa spesso, fa inverdire i tuberi e accumulare solanina, una sostanza tossica che la cottura non elimina: le patate verdi vanno scartate senza esitazione.

Quanto durano le zucche conservate?

Dipende dalla varietà e dalla perfezione del frutto. Le varietà a buccia dura e spessa (Butternut, Delica, Marina di Chioggia) conservate intere, con picciolo intatto e senza ammaccature, a 10-15°C e umidità 50-70%, durano da 3 a 6 mesi; alcune Butternut superano i 7 mesi. Le varietà a buccia più sottile e le zucche con lesioni vanno consumate entro 4-8 settimane. La regola pratica: controlla ogni zucca una volta al mese, appena compaiono macchie molli o il picciolo inizia a marcire, consumala o trasformala subito (vellutata congelata, puree, forno).

Carote e rape in sabbia: come si fa esattamente?

È il metodo più affidabile per chi non ha cantina fredda. Procedura: prendi una cassetta di legno o plastica forata, stendi 3 cm di sabbia asciutta (o appena umida se l'ambiente è molto secco), adagia le carote senza che si tocchino, copri con altri 2-3 cm di sabbia, ripeti a strati. Chiudi la cassetta senza sigillarla (serve un minimo di scambio d'aria) e tienila tra 0 e 4°C, al buio. Le carote mantenute così restano croccanti 4-5 mesi; nella sabbia troppo bagnata marciumo, in ambiente troppo caldo o secco avvizziscono e diventano gommose. Non lavare le radici prima dello stoccaggio: togli solo la terra grossolana a mano.

Le verdure conservate perdono valore nutritivo?

Una parte sì, ma meno di quanto si pensi. La vitamina C è la più fragile: scende del 20-50% nei primi mesi di conservazione, soprattutto in cavoli e patate. Carotenoidi (zucche, carote), fibra, minerali e composti solforati (aglio, cipolle) restano invece molto stabili per tutto l'inverno. In pratica, una zucca mangiata a febbraio conserva quasi intatto il suo valore nutrizionale; il cavolo di gennaio ha meno vitamina C di quello appena colto, ma resta un alimento ricco. Il confronto corretto non è con la verdura appena colta, ma con la verdura comprata fuori stagione: quasi sempre il raccolto conservato bene vince su sapore e spesso anche su nutrienti.