Broccolo

Brassica oleracea L. var. italica Plenck

Anche detto: broccolo calabrese, broccolo ramoso, sparaceddi, cima di broccolo

Si raccoglie prima la testa centrale, poi per settimane i getti laterali: un solo trapianto estivo produce fino a gennaio, se si taglia al momento giusto.

Pianta di broccolo in campo con corimbo centrale verde compatto e foglie glauche
Famiglia botanica
Brassicacee
Tipo
Ortaggio
Difficoltà
media
Ore di sole al giorno
5 h
Fabbisogno idrico
medio-alto
Distanza fra le piante
45 cm
Profondità di semina
1 cm
Germinazione
7-14 giorni
Semina-raccolta
80-120 giorni
Temperatura minima tollerata
-5 °C
Temperatura ottimale
15-22 °C
Terreno
ricco e profondo

Semina

gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic

Raccolta

gen
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nov
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Buone consociazioni

salvia, menta

Da evitare vicino

pomodoro, fragola

Avversità principali

cavolaia, altica, afide

Dati dal catalogo Ortifera, gli stessi usati dall'applicazione per generare il calendario e le attività settimanali.

Identità della specie

Il broccolo è Brassica oleracea var. italica, famiglia Brassicaceae. Come cavolfiore, verza, cavolo nero, cavolo cappuccio e cavolini di Bruxelles discende dal cavolo selvatico delle coste atlantiche e mediterranee: sono tutte varietà botaniche della stessa specie, selezionate nei secoli esaltando ogni volta un organo diverso della pianta.

Nel broccolo l'organo selezionato è l'infiorescenza immatura. Quello che si mangia è un corimbo, cioè un insieme di boccioli fiorali ancora chiusi tenuti insieme da peduncoli carnosi. La pianta, lasciata a sé, aprirebbe quei boccioli in piccoli fiori gialli a quattro petali: la raccolta è quindi un'interruzione volontaria della fioritura nel momento in cui i tessuti sono al massimo della tenerezza.

L'epiteto *italica non è casuale: è in Italia, e in particolare nel Meridione, che questo tipo si è differenziato e stabilizzato. Il nome inglese calabrese*, ancora oggi usato nel commercio sementiero internazionale, conserva il riferimento all'origine.

Broccolo, cavolfiore e cima di rapa

È la confusione più diffusa e vale la pena chiarirla, perché riguarda tre piante diverse con tre calendari diversi.

Il broccolo (var. italica) produce un corimbo verde di boccioli ben visibili e, dopo il taglio, getti laterali. Il cavolfiore (var. botrytis) produce un "curdo" bianco compatto, formato da peduncoli ipertrofici e boccioli abortiti: una volta tagliato, la pianta non ricaccia e si estirpa. La cima di rapa o friarielli non è nemmeno la stessa specie: è Brassica rapa var. cymosa, con foglie più tenere, ciclo molto più breve e sapore nettamente amarognolo.

Nel linguaggio regionale i nomi si scambiano continuamente — in Campania "broccoli" indica spesso i friarielli, in Sicilia gli sparaceddi sono broccoli ramosi — ma in orto le tre colture vanno pianificate separatamente.

Semina e trapianto

Il catalogo Ortifera indica semina da giugno ad agosto, raccolta da ottobre a gennaio, ciclo di 80-120 giorni, distanza 45 cm, profondità 1 cm, germinazione in 7-14 giorni, difficoltà media.

Il percorso normale passa dal semenzaio:

  1. Semina in alveoli a 1 cm di profondità, substrato fine e sempre umido.
  2. Germinazione in 7-14 giorni a 18-22 °C. In piena estate il semenzaio va tenuto all'ombra nelle ore centrali: sopra i 30 °C la germinazione si fa irregolare.
  3. Trapianto a 4-5 foglie vere, dopo 30-40 giorni, interrando il colletto fino alle prime foglie.
  4. Distanza definitiva 45 cm sulla fila e fra le file.

Il trapianto profondo vale per il broccolo come per tutte le brassiche a fusto eretto: la pianta emette radici avventizie lungo il tratto interrato e diventa molto più stabile sotto il vento autunnale, quando la chioma è ormai ampia.

La distanza di 45 cm sembra generosa davanti a una piantina di dieci centimetri, ma è la variabile che decide la dimensione della testa. Piante addossate producono corimbi piccoli, si ombreggiano, restano umide più a lungo dopo le piogge e si ammalano prima.

Terreno, acqua, concimazione

Il catalogo indica terreno ricco e profondo, fabbisogno idrico medio-alto, temperature ottimali 15-22 °C, minima tollerata -5 °C, esposizione da 5 ore di sole.

Il broccolo è una coltura esigente, con due fasi nutrizionali distinte. Nella prima, dal trapianto a settembre-ottobre, costruisce l'apparato fogliare e chiede azoto: senza una massa di 15-20 foglie ben sviluppate la testa non si forma o resta minuta. Nella seconda, quando differenzia il corimbo, l'azoto va invece ridotto: continuare a spingere in questa fase è esattamente ciò che produce piante enormi senza testa.

Preparazione consigliata: 4-5 kg/m² di compost o letame maturo interrati tre-quattro settimane prima del trapianto. Una copertura azotata moderata a 30 giorni dal trapianto, poi stop.

L'acqua deve essere regolare, non abbondante e discontinua. Gli stress idrici durante la formazione del corimbo producono teste piccole, boccioli disomogenei e, nei casi peggiori, prefioritura. Irrigazione al piede, mai sulla chioma, e pacciamatura per stabilizzare l'umidità del terreno: entrambe riducono anche la pressione delle malattie fogliari.

Consociazioni e rotazione

Il catalogo Ortifera indica come buone consociate salvia e menta, e come incompatibili pomodoro e fragola.

Salvia e menta agiscono per via aromatica: le farfalle della cavolaia individuano le piante ospiti in buona parte per via olfattiva, riconoscendo i composti solforati emessi dalle brassiche, e un fondo aromatico forte rende quella ricerca meno efficiente. È una misura di disturbo, non una barriera — non sostituisce la rete — ma nelle prove d'orto riduce le deposizioni. La menta va tenuta in vaso interrato: in piena terra diventa infestante.

L'incompatibilità con il pomodoro è competitiva: due colture entrambe voraci di azoto e con forte sviluppo radicale, che condividono male lo stesso metro quadro. Con la fragola pesa la condivisione di parassiti terricoli e lumache, oltre a esigenze di pH opposte.

In rotazione il broccolo appartiene al gruppo delle brassicacee con cavoli, rape, ravanelli, rucola e senape: intervallo minimo 3-4 anni sulla stessa parcella. La ragione è l'ernia del cavolo (Plasmodiophora brassicae), le cui spore restano vitali nel suolo per quindici anni e oltre. Il broccolo dà il meglio in successione a leguminose, che lasciano azoto nel terreno.

Avversità

Cavolaia (Pieris brassicae, P. rapae) — Farfalle bianche che depongono ovature gialle sulla pagina inferiore; le larve divorano il lembo fogliare e, quando la testa si è formata, entrano nel corimbo rendendolo inutilizzabile. Difesa: rete anti-insetto a maglia 1 mm posata sul trapianto e mantenuta fino a ottobre — è la misura indicata anche fra le raccomandazioni del catalogo — controllo settimanale delle ovature, Bacillus thuringiensis var. kurstaki sulle larve giovani.

Altica (Phyllotreta spp.) — Coleotteri saltatori che crivellano di piccoli fori tondi le foglie delle piantine appena trapiantate. Danno rilevante solo nelle prime due settimane e in condizioni calde e asciutte: rete, terreno mantenuto umido, pacciamatura.

Afidi — L'afide ceroso del cavolo forma colonie grigio-farinose sull'apice e nelle ascelle fogliari, e in autunno si infila dentro il corimbo dove diventa impossibile da lavare via. Sapone molle potassico ripetuto a una settimana di distanza, asportazione delle foglie colonizzate, niente eccessi di azoto.

Nottue — Larve notturne che recidono le piantine al colletto nei primi giorni dopo il trapianto. Ispezione serale con torcia, collarini di cartone attorno al fusto nelle parcelle che ne soffrono ogni anno.

Ernia del cavolo (Plasmodiophora brassicae) — Appassimento nelle ore calde con terreno umido, crescita bloccata, radici deformate in galle. Non esiste cura: rotazione lunga, pH mantenuto sopra 7, drenaggio, nessuna piantina di provenienza dubbia.

Marciume del corimbo — Nelle annate piovose i boccioli anneriscono a partire dal centro. Prevenzione: spaziature ampie, irrigazione al piede, raccolta tempestiva senza aspettare l'ultimo centimetro di dimensione.

Raccolta

Il momento del taglio è la parte tecnica che distingue un buon raccolto da uno mediocre. Il corimbo va raccolto sodo e con tutti i boccioli chiusi: il segnale di allarme è la comparsa di spazi fra i mazzetti o di una sfumatura giallina, che significa fioritura imminente. Fra la testa perfetta e la testa passata possono passare due o tre giorni di caldo, quindi in ottobre si controlla ogni due giorni.

Si taglia obliquo con un coltello affilato, 10-15 cm sotto la testa, lasciando in campo la pianta con tutte le sue foglie. Il taglio obliquo evita che l'acqua ristagni sul moncone e lo faccia marcire.

Nelle settimane successive dalle ascelle fogliari nascono i getti laterali, corimbi secondari di 3-6 cm che si raccolgono a scalare ogni 7-10 giorni finché il freddo lo consente. Sono teneri, spesso migliori della testa principale, e rappresentano la parte più redditizia della coltura per un orto familiare.

In cucina il broccolo regge bene la cottura breve: vapore o acqua bollente per 5-7 minuti mantengono colore e consistenza, mentre cotture lunghe liberano i composti solforati responsabili dell'odore pesante. Si congela molto bene dopo sbollentatura di 3 minuti e raffreddamento immediato in acqua e ghiaccio.

Come Ortifera segue il broccolo

Nel piano colturale il broccolo è registrato con distanza 45 cm, semina a 1 cm da giugno ad agosto, ciclo 80-120 giorni, difficoltà media, e con le indicazioni operative "trapianto in tarda estate", "raccogliere il fiore centrale poi i secondari", "reti antinsetto", "innaffiare regolarmente".

È una coltura in cui il lavoro si concentra fra luglio e settembre — semenzaio, trapianto, rete, irrigazione — e poi si tratta quasi soltanto di sorvegliare il momento giusto del taglio. Per un orto familiare sei-otto piante scalate su due semine, una a luglio e una ad agosto, coprono il periodo da ottobre a gennaio senza concentrare tutta la produzione in una sola settimana.

Domande frequenti

Quando si taglia la testa del broccolo?
Quando il corimbo è sodo, compatto e i singoli boccioli sono ancora completamente chiusi e di colore uniforme. Appena i boccioli iniziano a distanziarsi o a schiarire verso il giallo la fioritura è partita e la qualità cala in pochi giorni. Il taglio si fa obliquo, 10-15 cm sotto la testa, lasciando la pianta in campo: dalle ascelle fogliari nasceranno i getti laterali.
Dopo la testa centrale il broccolo produce ancora?
Sì, ed è la ragione principale per coltivarlo. Tagliato il corimbo centrale, la pianta perde la dominanza apicale ed emette getti laterali più piccoli — dai 3 ai 6 cm di diametro — che si raccolgono a scalare ogni 7-10 giorni per diverse settimane. In molte annate la produzione complessiva dei getti supera in peso quella della testa principale.
Quando si semina il broccolo?
Da giugno ad agosto in semenzaio, con trapianto dopo 30-40 giorni a 4-5 foglie vere. Le semine di giugno-luglio danno raccolte da ottobre, quelle di agosto raccolte da dicembre a gennaio. Semine primaverili sono possibili ma rischiano la prefioritura: il caldo estivo manda la pianta a fiore prima che il corimbo si formi bene.
Perché il mio broccolo fa foglie ma non la testa?
Nella grande maggioranza dei casi è eccesso di azoto oppure trapianto troppo tardivo. Con troppo azoto la pianta investe tutto nella parte vegetativa e rimanda la formazione del corimbo; con un trapianto tardivo la pianta arriva al freddo senza avere costruito abbastanza massa fogliare e non riesce più a differenziare la testa. Altra causa frequente: spazio insufficiente, con piante che si ombreggiano a vicenda.
Il broccolo resiste al gelo?
Tollera fino a circa -5 °C senza danni gravi, e come le altre brassiche migliora leggermente di sapore dopo le prime brinate. Sotto quella soglia il corimbo già formato si danneggia: i boccioli diventano traslucidi e marciscono al disgelo. Nelle zone interne del Nord conviene coprire con tessuto non tessuto quando sono annunciate gelate forti.

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