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Terriccio di foglie: come trasformare le foglie cadute in humus per l'orto

A metà ottobre le foglie cadono e in molti orti finiscono nel sacco dell'umido o sul fuoco. Raccolte e lasciate maturare diventano un ammendante di ottima qualità: ecco quali foglie scegliere, come sistemarle e quando usarle.

Gabbia di rete metallica piena di foglie autunnali accanto a un'aiuola rialzata, con una mano che regge una manciata di terriccio di foglie scuro e sbriciolato

Ogni autunno un giardino o un orto con qualche albero produce una quantità di foglie sorprendente. Molti la trattano come un rifiuto: si ammucchia in un angolo, si porta via o si dà alle fiamme. È un peccato, perché le foglie sono uno dei pochi materiali organici che arrivano gratis, in grande quantità e nel momento in cui il terreno ne ha più bisogno, cioè prima dell'inverno. Lasciate decomporre con pazienza diventano terriccio di foglie, in inglese leaf mould: una sostanza scura, soffice e profumata di sottobosco.

Questa guida spiega che cosa è il terriccio di foglie, in che cosa differisce dal compost, quali foglie scegliere e quali scartare, come costruire una gabbia o riempire dei sacchi, quanto tempo serve e come usare sia il prodotto finito sia le foglie fresche come pacciamatura. Il periodo è quello giusto: a metà ottobre la caduta delle foglie è in corso in gran parte del Centro-Nord, mentre al Sud arriva più tardi, fra novembre e dicembre.

Che cos'è il terriccio di foglie

Il terriccio di foglie è il risultato della lenta decomposizione di sole foglie. Non si tratta di fermentazione calda come nel compost: la massa resta fredda, umida e al buio, e a lavorarla sono soprattutto funghi, che attaccano la lignina e la cellulosa delle foglie. Il processo è lento perché le foglie secche hanno un rapporto fra carbonio e azoto molto alto, indicativamente nell'ordine di 40-80 a 1, e di azoto ne hanno pochissimo.

Il prodotto finale ha caratteristiche diverse da quelle del compost:

  • È povero di nutrienti. Non va considerato un concime: contiene poco azoto, fosforo e potassio.
  • Migliora la struttura. Rende più sciolti i terreni argillosi e dà corpo a quelli sabbiosi.
  • Trattiene l'acqua. Una buona frazione di sostanza organica stabile aumenta la capacità del terreno di conservare l'umidità.
  • Favorisce la vita del suolo. Lombrichi e funghi benefici lo colonizzano rapidamente.
  • È un ottimo componente di terricci per semenzaio. Setacciato, sostituisce in parte la torba, che è una risorsa non rinnovabile.

Per chi coltiva in aiuole rialzate (si veda la guida dedicata) è un materiale particolarmente utile, perché il riempimento si assesta e va rabboccato ogni anno.

Terriccio di foglie e compost: differenze pratiche

Le due cose non si escludono. Si possono tenere entrambe, e conviene farlo, perché rispondono a esigenze diverse.

CaratteristicaTerriccio di foglieCompost
Materiale di partenzaSolo foglieScarti verdi e secchi mescolati
ProcessoA freddo, per opera di funghiA caldo, per opera di batteri
Tempo8-24 mesi4-8 mesi
Contenuto di nutrientiBassoMedio-alto
Funzione principaleAmmendante, struttura, ritenzione idricaAmmendante e fertilizzante
Lavoro richiestoQuasi nulloRivoltamenti e controllo di umidità
Semi infestantiPraticamente nessunoPossibili se la massa non scalda

Nella pratica le foglie secche sono anche un'ottima materia secca da mescolare al compost, che di solito ha troppo materiale verde e umido. Gli scarti di cucina e lo sfalcio sono ricchi di azoto; le foglie portano il carbonio che equilibra la miscela. Chi fa già il compost in casa può tenere da parte un sacco di foglie secche per tutto l'anno e aggiungerne una manciata a ogni strato di scarti.

Quali foglie usare e quali evitare

Non tutte le foglie sono uguali. Alcune si decompongono in pochi mesi, altre impiegano anni, e poche vanno proprio escluse.

SpecieVelocità indicativaNote d'uso
Carpino, ontano, tiglio, acero campestre, frassinoVeloce (8-12 mesi)Foglie tenere, ideali da sole o in miscela
Ciliegio, melo, pero, susino, viteMedio-veloceSi usano solo se sane (vedi sotto per la ticchiolatura)
Faggio, castagno, querciaLenta (18-24 mesi)Perfette per il terriccio, ma meglio tritarle
PlatanoLentaFoglie dure e a volte irritanti per i peli; tritarle bene
IppocastanoMedio-lentaVerificare la presenza della minatrice fogliare
NoceLentaContiene juglone; usarle solo dopo lunga maturazione
Aghi di pino, abete, cipressoMolto lentaSolo in piccola quantità, acidificano e si decompongono male
Lauro, eucaliptoMolto lentaFoglie coriacee e ricche di oli: evitare in grandi quantità
Oleandro—Tossico: non usare

Casi particolari da conoscere

Noce. Foglie, mallo e radici di noce contengono juglone, una sostanza che inibisce la crescita di alcune piante, fra cui il pomodoro, e che si degrada con il tempo e con l'attività microbica. La regola prudente è lasciare le foglie di noce in una gabbia a parte per almeno un anno e usare il prodotto lontano da pomodori e solanacee. Come pacciamatura fresca vicino alle colture sensibili è meglio evitarle.

Melo e pero con ticchiolatura. Il fungo che causa la ticchiolatura sverna proprio nelle foglie cadute. Se l'albero ha avuto macchie evidenti, le foglie vanno tolte dal frutteto in autunno e inviate a un compost che raggiunga temperature alte, oppure smaltite con i rifiuti vegetali. Nel terriccio di foglie a freddo il fungo può sopravvivere.

Ippocastano e minatrice fogliare. Le crisalidi di Cameraria ohridella passano l'inverno nelle foglie cadute. Raccoglierle riduce la popolazione dell'anno dopo, ma vanno confinate in sacchi chiusi o compostate a caldo, non lasciate sparse.

Aghi di conifere. Non sono così acidi come si crede una volta decomposti, ma sono lenti e cerosi. In piccola percentuale, mescolati ad altre foglie, non danno problemi; da soli rallentano molto il processo.

Oleandro. Pianta tossica in tutte le sue parti: le foglie non vanno usate in orto, soprattutto se ci sono bambini o animali.

Da dove arrivano le foglie

Le foglie del proprio giardino sono la scelta più sicura. Quelle raccolte lungo le strade possono contenere residui della combustione, metalli pesanti e sale usato d'inverno. Se si raccolgono in un parco o in un'area pubblica conviene verificare che sia consentito e preferire zone lontane dal traffico.

Come prepararle: l'accorgimento che velocizza tutto

Una foglia intera e secca si decompone lentamente perché è impermeabile e piatta. Tre operazioni la rendono più aggredibile:

  1. Triturare. Basta passare il tosaerba, meglio con la raccolta inserita, sul tappeto di foglie. Il volume si riduce di molto e la superficie esposta ai funghi aumenta. In alternativa si usa un biotrituratore.
  2. Inumidire. Le foglie secche non si decompongono: servono umide come una spugna strizzata. Se all'inizio sono asciutte, si bagnano mentre si riempie la gabbia.
  3. Mescolare le specie. Foglie tenere e foglie coriacee insieme danno un risultato più uniforme.

Un trucco semplice: per ogni sacco di foglie secche si può aggiungere una paletta di sfalcio fresco o di compost maturo, che portano azoto e microrganismi e avviano il processo. Non è obbligatorio, ma accorcia l'attesa.

Due modi per farlo: gabbia o sacchi

La gabbia di rete

È il sistema più comodo se si hanno molte foglie.

  • Un tratto di rete metallica elettrosaldata o di rete per recinzioni, lungo circa 3-4 metri, viene chiuso ad anello. Il diametro risulta di circa 1 metro.
  • Si fissa a terra con due o tre paletti, oppure si lascia libero se il luogo è riparato dal vento.
  • Si riempie fino all'altezza di 1-1,2 metri, comprimendo ogni 20-30 cm e bagnando.
  • Si copre con un telo o con cartone per ridurre l'evaporazione, lasciando passare un po' di pioggia.

Una gabbia di questo tipo contiene indicativamente 0,8-1 metro cubo di foglie fresche. Dopo il primo inverno la massa si abbassa di oltre la metà, e dopo un anno il volume può ridursi a un quarto o meno: un'indicazione orientativa, perché dipende da specie, trituratura e clima. Per questo si riempie di nuovo nel corso della stagione.

I sacchi

Per piccoli orti, balconi e giardini con poche foglie vanno bene i sacchi.

  • Sacchi neri robusti o sacchi per la spazzatura da 100 litri, riempiti di foglie umide e leggermente pressate.
  • Fori praticati con una forchetta, almeno 10-15, per far respirare il contenuto.
  • Chiusura con un nodo o con una fascetta, e collocazione all'ombra, dietro un muretto o sotto una siepe.
  • Controllo dopo due o tre mesi: se all'aprirli le foglie sono asciutte, si aggiunge acqua e si richiude.

I sacchi hanno il vantaggio di non richiedere materiali e di non lasciare foglie in giro, ma la decomposizione è un po' più lenta e irregolare di quella in gabbia.

Tempi e calendario di lavoro

Un calendario realistico, adatto al Centro-Nord, è il seguente.

QuandoChe cosa fare
Metà ottobre - novembreRaccogliere le foglie asciutte, triturarle, riempire gabbia o sacchi, inumidire
Dicembre - febbraioNessun intervento; controllare solo che la massa non si sia seccata
Marzo - aprileRivoltare una volta, bagnare se asciutto, rabboccare con altre foglie
EstateTenere umido e ombreggiato; in caso di siccità prolungata, bagnare
Ottobre dell'anno dopoPrimo prodotto: foglie tenere in gran parte decomposte, utilizzabili come pacciamatura o ammendante grezzo
Seconda primaveraTerriccio finito, scuro e sbriciolabile: si setaccia e si usa

Il prodotto è pronto quando le foglie non sono più riconoscibili, il materiale si sbriciola in mano, ha colore scuro e un odore di terra di bosco. Un residuo di foglie intere nella parte superiore non è un problema: si toglie con il setaccio e si rimette nella gabbia successiva.

Come usare il terriccio di foglie

Il prodotto finito è un ammendante e va trattato come tale.

  • Aiuole e piena terra. Uno strato di 2-4 cm in superficie a fine inverno, leggermente incorporato con la rastrellatura. Non serve interrarlo in profondità.
  • Semenzaio. Setacciato con una rete fine, si mescola in proporzione di circa un terzo con sabbia e terriccio per ottenere un substrato soffice e poco concimato, adatto a semi piccoli.
  • Vasi e balconi. Fino al 20-30% del volume del terriccio, per aumentare la ritenzione idrica; non oltre, perché da solo è troppo povero per piante esigenti.
  • Prato. Un velo sottile dopo il taglio autunnale migliora la struttura e nasconde il feltro.

Il terriccio di foglie non sostituisce la concimazione: per le colture esigenti, pomodori e zucchine in primis, servono ancora compost o concimi organici (si veda la guida alla concimazione).

Le foglie fresche come pacciamatura invernale

Non è necessario aspettare un anno per usare le foglie. Già in autunno possono coprire il terreno nudo e proteggere le colture in corso.

Dove funzionano bene.

  • Sopra le aiuole libere, per impedire che le piogge battano il terreno e che compaiano erbe infestanti.
  • Intorno ad aglio, cipolle e porri, in uno strato di 5-8 cm dopo che le piantine sono ben radicate.
  • Sulle fave e sui piselli seminati in autunno, a una distanza di qualche centimetro dal fusto.
  • Intorno a cavoli e verze, che gradiscono terreno fresco e coperto.

Come applicarle.

  1. Triturare le foglie con il tosaerba, per evitare che si compattino in una crosta.
  2. Stenderle quando il terreno è umido, non fradicio.
  3. Mantenere libero il colletto delle piante, per evitare marciumi.
  4. Rabboccare a metà inverno se lo strato si è assestato.

Precauzioni. Le foglie umide e fitte offrono riparo a lumache e limacce, che in autunno sono molto attive: dove il problema è serio si controlla spesso sotto lo strato (vedi la guida alle lumache nell'orto). Non vanno stese sopra semine di carote, ravanelli o insalate ancora piccole, che soffocherebbero. In primavera, prima di seminare o trapiantare, si scosta lo strato dove serve: le foglie non decomposte si lasciano sopra il terreno e si fanno diventare pacciamatura per l'estate, oppure si raccolgono e si rimettono in gabbia. Per un quadro generale sulle coperture si rimanda alla guida sulla pacciamatura e a quella sulla protezione dalle prime gelate.

Sul fogliame interrato fresco c'è un'avvertenza in più: i microrganismi che lo decompongono sottraggono azoto al terreno per alcune settimane. Interrare foglie fresche poco prima della semina può quindi rallentare le piantine. Se si vuole interrare, si fa in autunno, almeno tre mesi prima della semina primaverile.

E se si vuole usare tutto per il compost?

Le foglie sono anche la migliore materia secca per il compost. Alcune regole:

  • Aggiungerle a strati di 5-10 cm alternati a scarti di cucina o sfalcio verde.
  • Tritare le specie coriacee prima, altrimenti restano riconoscibili anche dopo un anno.
  • Non superare un terzo del volume complessivo se mancano scarti verdi: la massa non si scalda.
  • Tenere un sacco di scorta all'asciutto per l'estate, quando il compost ha troppo materiale verde e umido.

Bruciare le foglie: perché è meglio non farlo

Bruciare i residui vegetali non è solo uno spreco di ammendante: produce fumo e particolato, con effetti sulla qualità dell'aria soprattutto nelle valli e nelle zone con inversione termica invernale. Le regole sull'abbruciamento dei residui vegetali variano tra Regioni e Comuni, con divieti nei periodi di rischio e limiti sui quantitativi: prima di accendere un fuoco di qualsiasi tipo conviene informarsi presso il proprio Comune. Spesso la soluzione più semplice e legale è proprio quella di trattenere le foglie e usarle.

Errori frequenti

  1. Raccogliere foglie bagnate in grossi sacchi senza forarli. L'assenza di aria porta a marciume maleodorante, con fermentazione anaerobica.
  2. Non inumidire. Una gabbia secca resta ferma per anni.
  3. Pretendere il prodotto finito in sei mesi. Il terriccio di foglie richiede pazienza; chi vuole un risultato rapido usa le foglie come pacciamatura o le aggiunge al compost.
  4. Usare solo foglie di una specie dura. Quercia o platano da soli sono lentissimi; mescolati a foglie tenere cambiano il quadro.
  5. Concentrarsi sull'azoto. Aggiungere troppo sfalcio fresco trasforma il processo in compost caldo e fa perdere i vantaggi del metodo a freddo.
  6. Usare foglie di noce subito vicino ai pomodori. Il juglone può rallentare la crescita delle piante sensibili.
  7. Lasciare le foglie malate nell'orto. Foglie di melo, pero, rosa o vite con macchie evidenti ospitano funghi svernanti: conviene toglierle, non lasciarle a pacciamare.
  8. Coprire il colletto delle piante. Il contatto continuo con materiale umido favorisce marciumi.

Quanto materiale serve: un calcolo rapido

Un esempio concreto: per pacciamare un'aiuola di 3 × 1,2 m (3,6 m²) con 5 cm di foglie sminuzzate servono circa 0,18 m³ di materiale, cioè 180 litri. Dato che le foglie triturate occupano la metà o meno del volume iniziale, bastano circa 360 litri di foglie intere, ovvero tre-quattro sacchi grandi. Un albero adulto di media dimensione produce facilmente alcuni metri cubi di foglie in una stagione: una quantità superiore a quanto serve per coprire parecchie aiuole.

Come lo segue Ortifera

Nel planner di Ortifera le attività di stagione tengono conto della zona climatica, compresi i periodi in cui conviene coprire il terreno e preparare le aiuole per l'inverno. Se si coltivano più aiuole, si può segnare quelle già coperte con le foglie e quelle da preparare, per ricordare in primavera dove lo strato va scostato prima di seminare.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra terriccio di foglie e compost?

Il compost nasce da un miscuglio di scarti verdi e secchi ed è guidato da batteri, che scaldano la massa. Il terriccio di foglie si ottiene dalle sole foglie, a freddo, per opera soprattutto di funghi: è più lento, più povero di nutrienti e migliora la struttura e la ritenzione idrica del terreno più di quanto lo concimi.

Quanto tempo serve per ottenere il terriccio di foglie?

Con foglie tenere e sminuzzate bastano 8-12 mesi, con foglie coriacee come quelle di quercia o platano 18-24 mesi. L'umidità costante e la triturazione accorciano i tempi; il freddo li allunga.

Quali foglie vanno evitate?

Foglie di oleandro (tossiche), di eucalipto e di lauro in grandi quantità, aghi di conifere in massa, foglie di melo o pero con ticchiolatura evidente e foglie di ippocastano colpite dalla minatrice. Le foglie di noce si usano solo dopo una lunga maturazione e non vicino a pomodori.

Si possono usare le foglie come pacciamatura direttamente?

Sì, meglio se sminuzzate con il tosaerba. Foglie intere e bagnate formano uno strato compatto che impedisce l'ossigenazione e favorisce lumache e muffe. Strato di 5-8 cm, lontano dal colletto delle piante.

Le foglie tolgono azoto al terreno?

Quando sono interrate fresche, i microrganismi che le decompongono consumano azoto e lo sottraggono temporaneamente alle colture. Per questo si usano in superficie come pacciamatura o già maturate, non interrate fresche subito prima della semina.

Posso raccogliere le foglie dalla strada o dal parco?

Con cautela. Le foglie dei viali trafficati possono contenere residui di idrocarburi, metalli e sale invernale. Meglio quelle del proprio giardino o di aree verdi lontane dal traffico, e sempre dove la raccolta è consentita.