← Tutte le guide
·14 min di lettura

Alternaria del pomodoro: come riconoscerla e fermarla

L'alternariosi è la seconda malattia del pomodoro per diffusione in Italia dopo la peronospora, e la prima a comparire dopo le prime ondate di caldo di luglio. Riconoscerla in tempo — macchie tonde con anelli concentrici sulle foglie basali — significa salvare il raccolto. Trattarla tardi significa perdere metà pianta in 15 giorni.

Foglia di pomodoro con macchie concentriche a bersaglio tipiche dell'alternaria (early blight), aureola gialla e centro necrotico

Cos'è l'alternariosi del pomodoro

L'alternariosi — o early blight, ticchiolatura — è una malattia fungina causata da Alternaria solani (e in misura minore A. alternata). È la seconda malattia del pomodoro per diffusione in Italia dopo la peronospora, ed è quella che vedi comparire per prima ogni estate, tipicamente da metà giugno al Nord e da fine maggio al Centro-Sud.

Il fungo vive nel terreno sui residui delle colture precedenti (pomodoro, patata, melanzana, peperone), sui semi infetti e sulle piante spontanee della stessa famiglia. Con le prime giornate calde e umide sporula: le spore (conidi) vengono trasportate dal vento e dagli schizzi di pioggia sulle foglie basali, dove germinano in 6-12 ore se restano bagnate.

A differenza della peronospora, che vuole fresco (15-22 °C) e umido, l'alternaria vuole caldo umido: 25-30 °C di giorno, notti con rugiada o umidità sopra l'80%. È la malattia classica di luglio-agosto, che esplode dopo un temporale estivo o dopo 3-4 giorni di scirocco umido.

Come si riconosce

I sintomi si sviluppano in una sequenza tipica che permette una diagnosi rapida se sai cosa cercare.

Sulle foglie basali (sempre le prime colpite): macchie tonde di 5-15 mm, marrone scuro, con anelli concentrici tipo bersaglio da tiro. Attorno alla macchia si forma un alone giallo che allarga in pochi giorni. La foglia colpita ingiallisce, secca e cade. Da qui il fungo sale sulle foglie sopra.

Sugli steli: macchie ovali scure, allungate lungo lo stelo, anch'esse con leggere zonature concentriche. Se cingono lo stelo lo indeboliscono e la parte sopra collassa.

Sui frutti: lesioni nere, depresse, quasi sempre al punto di attacco del peduncolo (dove si accumula umidità). La carne interna sotto la lesione è marcia anche quando la superficie sembra ancora integra.

Tabella diagnostica: alternaria vs peronospora vs septoriosi

SegnoAlternariosiPeronosporaSeptoriosi
Forma macchia fogliaTonda 5-15 mm, anelli concentrici a bersaglioIrregolare, verde-oliva → marronePiccola 2-4 mm, centro grigio-chiaro con puntini neri
AloneGiallo nettoSfumato, giallo pallidoSottile, giallo
Pagina inferioreNessuna muffaMuffa grigio-violaceaNessuna muffa
Da dove parteFoglie basaliQualsiasi altezzaFoglie basali
Temperatura ottimale25-30 °C caldo umido15-22 °C fresco umido20-25 °C
Stagione tipica ITLuglio-agostoMaggio-giugno, settembreLuglio-agosto
Su fruttiLesioni nere al peduncoloMarciume duro marrone-verdeRaro

Il test rapido in campo: se la macchia è tonda con anelli concentrici e sei in luglio-agosto, è alternariosi. Se è irregolare con muffa grigia sotto, è peronospora. Se sono puntini scuri con centro chiaro, è septoriosi.

Perché compare

Le condizioni che scatenano l'infezione sono sempre le stesse tre:

  1. Foglie bagnate per almeno 6-8 ore consecutive — rugiada notturna prolungata, pioggia estiva pomeridiana, irrigazione a pioggia serale.
  2. Temperatura tra 24 e 30 °C — la finestra ottimale per la germinazione dei conidi.
  3. Piante stressate o sbilanciate — carenza di potassio, eccesso di azoto, siccità intermittente, radici compromesse. Una pianta ben nutrita e regolare regge molto meglio l'infezione.

A queste si aggiungono i fattori predisponenti che rendono l'orto vulnerabile: monocoltura di solanacee (pomodoro dopo pomodoro nello stesso letto), residui infetti lasciati nel terreno dall'anno precedente, sesti d'impianto stretti che non fanno circolare aria, mancanza di pacciamatura (le spore rimbalzano dal terreno sulle foglie basali con la prima pioggia).

Prevenzione

La prevenzione dell'alternaria funziona meglio del trattamento. Cinque interventi che riducono l'infezione dell'80-90%.

  • Rotazione minimo 3 anni. Mai pomodoro dopo pomodoro, patata o melanzana. Se hai un orto piccolo, dividilo in 3 zone e ruota. Le patate sono il vettore più subdolo: alternaria solani colpisce sia pomodoro che patata, con gli stessi conidi.
  • Pacciamatura fitta con paglia, telo nero o cippato sotto le piante. Blocca il rimbalzo delle spore dal terreno alle foglie basali con i primi temporali. Da sola riduce l'infezione del 40-50%.
  • Sesto d'impianto largo: 60-70 cm sulla fila, 100-120 cm tra le file. Aria che circola = foglie che asciugano in 2-3 ore invece di 6-8 dopo la rugiada.
  • Sfemminellatura e sfogliatura basale precoce: togli i germogli ascellari settimanalmente e le prime 2-3 foglie basali quando la pianta arriva a 40-50 cm. Meno biomassa vicino a terra = meno inoculo.
  • Irrigazione solo a terra (goccia o solco), mai a pioggia, mai la sera. Se puoi irriga al mattino presto: le foglie che si bagnano di rugiada asciugano velocemente con il sole.

Nutrizione: potassio adeguato (cenere di legna, solfato di potassio 30-40 g/m² a inizio fioritura). Azoto contenuto: una pianta pompata di azoto ha foglie tenere, ricche di zuccheri, molto più attaccabili. Se usi letame o compost, distribuiscilo prima del trapianto, non a metà stagione.

Varietà: cerca varietà con tolleranza al genere Alternaria. Sui banchi italiani trovi ibridi F1 con buona tolleranza come 'Mountain Magic F1', 'Iron Lady F1', 'Defiant F1'. Tra le tradizionali, 'San Marzano' e 'Roma' sono discretamente rustiche; 'Cuore di bue' classico è invece molto sensibile.

Trattamenti

Ordine dal più semplice al più tecnico. Ripetere ogni 7-10 giorni finché i sintomi non si stabilizzano, e dopo ogni pioggia superiore a 10 mm.

1. Sfogliatura e sanificazione manuale

Primo intervento sempre, prima di qualsiasi prodotto. Al primo puntino con anelli concentrici:

  • Taglia con forbici disinfettate tutte le foglie basali colpite.
  • Rimuovi anche le foglie apparentemente sane sotto la prima infezione (buffer di sicurezza).
  • Disinfetta le forbici con alcol 70% o candeggina 1:10 tra una pianta e l'altra.
  • Non lasciare le foglie sotto la pianta: raccoglile in un sacchetto e mettile nell'organico.

Solo questo intervento, fatto bene e in tempo, riduce la progressione del 50-70%.

2. Bacillus subtilis (biologico, primo trattamento)

Bacillus subtilis ceppo QST 713 (prodotto commerciale Serenade, Rhapsody, Amylo-X) è un batterio antagonista che compete con Alternaria sulla superficie fogliare. Dosaggio 4-8 g/l secondo etichetta, ripetuto ogni 7 giorni. Termostabile, ammesso in bio, nessun residuo, si può usare fino al raccolto. Efficacia 50-70% se usato in prevenzione o su infezione iniziale. Se aspetti la macchia grande, non basta più.

3. Rame (biologico, curativo leggero)

Ossicloruro di rame o solfato tribasico a 2-3 g/l (200-300 g/hl). Ammesso in bio, efficace ma con limiti:

  • Max 4 kg rame metallo/ettaro/anno (limite UE, praticamente irraggiungibile nell'orto famigliare).
  • Fitotossico se applicato con temperature sopra 30 °C o su piante stressate da siccità.
  • Applicare al mattino presto o alla sera, mai in pieno sole estivo.
  • Intervallo tra trattamento e raccolto: 7-14 giorni secondo formulato.

Alterna il rame con Bacillus subtilis per ridurre il rischio di resistenza e non stressare la pianta.

4. Zolfo bagnabile

Efficacia buona su alternaria + azione collaterale su oidio (spesso presente contemporaneamente). Dose 3-4 g/l. Stesso vincolo delle zucchine: sopra 28-30 °C brucia le foglie. Usa solo con temperature miti, mattino o sera.

5. Fungicidi di sintesi (solo casi gravi)

Nell'orto famigliare quasi mai necessari. Se hai una serra o un tunnel con perdita imminente del raccolto, in commercio ci sono formulati a base di azoxystrobin, difenoconazolo, tebuconazolo. Rispetta scrupolosamente il tempo di carenza (intervallo trattamento-raccolto: 3-14 giorni secondo prodotto) e le indicazioni in etichetta. Alterna le sostanze attive per evitare resistenze.

Cosa non funziona

  • Bicarbonato da solo: efficace su oidio, poco sull'alternaria. Non è un sostituto del rame o del Bacillus.
  • Latte diluito 1:10: funziona (parzialmente) su oidio, non sull'alternaria. Circola in rete come rimedio universale ma sui test in campo non regge.
  • Aglio e ortica macerati: buoni come coadiuvanti nutrizionali, nessuna evidenza di controllo diretto sull'alternaria. Non sostituiscono il trattamento.
  • Trattare solo le foglie visibilmente malate: il conidio è già sulle foglie sane vicine. Tratta tutta la pianta, e le vicine, non solo i punti macchiati.
  • Aspettare che passi con il sole: l'alternaria vive proprio nella finestra caldo-umida di luglio-agosto. Non "passa da sola" finché non si secca tutto — a quel punto hai perso la pianta.
  • Trattamenti settimanali a rame anche senza sintomi: sovraccarico il terreno di rame (accumula, non si degrada) e stressi la pianta. Tratta in prevenzione solo se hai avuto alternaria l'anno prima e nelle finestre a rischio.

Impatto e soglie di intervento

Sull'orto famigliare l'alternaria non è quasi mai una catastrofe se intervieni in tempo. Perdite di raccolto tipiche in base al momento di intervento:

Momento di interventoPerdita di raccolto stimata
Al primo puntino (1-2 foglie basali)0-10%
Sulla prima foglia intera colpita10-25%
Su 3-5 foglie basali colpite25-40%
Alternaria arrivata al primo palco di frutti40-60%
Alternaria sui frutti + apice60-90%, spesso pianta persa

La soglia operativa nell'orto famigliare è la prima macchia con anelli concentrici visibile: da lì hai 5-7 giorni di finestra utile prima che l'infezione si consolidi. Passata quella finestra, i trattamenti servono a rallentare, non più a bloccare.

Fine stagione: cosa fare per l'anno dopo

Questa è la parte che quasi nessuno fa, ed è la ragione per cui l'alternaria ritorna ogni anno negli stessi orti.

  • Rimuovi tutti gli steli e le foglie a fine ciclo. Non lasciarli marcire in campo. Alternaria solani sverna proprio lì.
  • Non compostare in casa i residui infetti a meno che il cumulo non raggiunga stabilmente 60 °C per almeno 2 settimane. Nella maggior parte dei compost casalinghi non succede. Meglio nell'organico comunale.
  • Vangatura profonda in autunno per interrare i conidi residui e ridurre la sopravvivenza.
  • Sovescio invernale (favino, veccia, senape): copre il terreno, evita dilavamento, e la senape ha effetto biofumigante che riduce l'inoculo residuo.
  • Rotazione: appunta su un foglio dove hai avuto pomodori quest'anno e non ripiantarci pomodori, patate, melanzane o peperoni per almeno 2-3 anni.
  • Seme certificato: se sei tra i pochi che salva il seme dai propri pomodori, non prenderlo da piante che hanno avuto alternaria — i conidi possono restare sui semi.

Fonti

  • CREA - Centro di ricerca Difesa e Certificazione, schede tecniche pomodoro
  • Servizio Fitosanitario Regionale Emilia-Romagna, bollettini fitosanitari estivi
  • Regolamento UE 2018/1981 sui composti di rame in agricoltura biologica
  • Chaerani, R. & Voorrips, R.E. (2006), Tomato early blight (Alternaria solani): the pathogen, genetics, and breeding for resistance, Journal of General Plant Pathology 72, 335-347

Se coltivi pomodori in orto e vuoi ricevere il promemoria giusto al momento giusto — sfogliatura basale, trattamento preventivo dopo pioggia, controllo bollettini fitosanitari — crea il tuo orto digitale su Ortifera: aggiungi le tue piante e ricevi le azioni della settimana sul tuo pomodoro.

Per approfondire le altre malattie del pomodoro leggi Peronospora del pomodoro, Marciume apicale e Foglie gialle dei pomodori. Per la difesa integrata dai parassiti estivi vedi Ragnetto rosso e Cimice asiatica.

Domande frequenti

Come distinguo l'alternaria dalla peronospora del pomodoro?

L'alternaria dà macchie tonde di 5-15 mm con anelli concentrici (a bersaglio) e alone giallo, parte sempre dalle foglie basali, compare col caldo umido (25-30 °C). La peronospora dà macchie irregolari verde-oliva che diventano marroni, con muffa grigia sulla pagina inferiore, colpisce a qualsiasi altezza e ama il fresco umido (15-22 °C). Se l'estate è calda e la macchia è a bersaglio, è alternaria nel 90% dei casi.

Il rame funziona contro l'alternaria?

Sì, ma è il trattamento di base, non risolutivo. Ossicloruro di rame o solfato tribasico a 200-300 g/hl (2-3 g/l) ogni 7-10 giorni riducono l'infezione del 40-60%. Meglio abbinare Bacillus subtilis o zolfo bagnabile in alternanza. Attenzione al limite di legge: max 4 kg rame metallo/ettaro/anno (Reg. UE 2018/1981) — nell'orto famigliare non è mai un problema, ma non trattare 'a pioggia' ogni 4 giorni.

Devo togliere le foglie malate o le lascio sulla pianta?

Toglile subito, appena vedi la prima macchia a bersaglio. Le foglie basali colpite sono il serbatoio da cui l'alternaria sale verso l'alto: staccarle interrompe la scala. Taglia con forbici disinfettate (alcol 70% o candeggina 1:10 tra una pianta e l'altra), metti tutto nell'organico (mai a terra sotto le piante, mai nel compost domestico se non raggiunge 60 °C).

Posso salvare i pomodori se l'alternaria ha già raggiunto i frutti?

Sì, ma parziale. I frutti con macchie nere depresse al peduncolo (Alternaria solani sui frutti) vanno scartati subito: la carne interna è marcia anche se sembra sana. I frutti ancora integri sulla stessa pianta si possono raccogliere e consumare. Blocca la salita del fungo togliendo tutte le foglie sotto il primo palco di frutti sani e trattando con Bacillus subtilis o rame ogni 5-7 giorni.

L'alternaria ritorna l'anno dopo nello stesso terreno?

Sì, e questo è il problema. Alternaria solani sverna sui residui vegetali nel terreno e sui semi. Se hai avuto alternaria quest'anno: 1) rimuovi tutti gli steli e le foglie a fine stagione (non lasciarli marcire in campo), 2) non ripiantare pomodori, patate o melanzane nello stesso letto per 2-3 anni, 3) usa sempre semente certificata o pacciamatura fitta per evitare il rimbalzo di terra sulle foglie basali con le prime piogge.